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Furto di Fentanyl all’Israelitico di Roma, nessun segno di forzatura: i ladri potrebbero aver avuto le chiavi

Non ci sarebbero segni di forzature nella farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma dove sono state sottratte 80 fiale di fentanyl. Questo lascia pensare che qualcuno possa aver usato le chiavi.
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Non ci sono segni di forzatura sulla cassaforte della farmacia e quindi è plausibile che qualcuno sia entrato usando le chiavi: è questa una delle ipotesi al vaglio degli investigatori che stanno cercando di ricostruire la dinamica del furto di 80 fiale di Fentanest, farmaco anestetico a base di fentanyl, sparite dell'ospedale Israelitico di Roma. Ogni fiala era da 2ml e conteneva 0,100 di fentanyl puro: quantità che potrebbero essere idonee per confezionare circa 20mila dosi destinate allo spaccio.

Stando a quanto diffuso fino a questo momento, nonostante la denuncia dei dipendenti sia stata depositata il 29 giugno, un primo furto è avvenuto il 22 giugno quando è sparita una parte di una partita di farmaco. In questa occasione però non sono state subito allertate le forze dell'ordine. Pare che si era pensato a un errore nell'inventario. Il 24 giugno è avvenuta la seconda sottrazione di ciò che era rimasto. E proprio la seconda sparizione, come riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, che ha fatto scattare l'allarme.

Sono state avvisate sia le forze dell'ordine che Palazzo Chigi dove poi è stata convocata una riunione d'emergenza. I carabinieri della compagnia di Roma Eur e del Nas, coordinati dalla Procura di Roma, hanno avviato una indagine contro ignoti per furto e spaccio di droga.

A spaventare il Governo, è la notizia che altre dosi di fentanyl sarebbero sparite anche da altre strutture sanitarie. Furti che non dovrebbero esistere considerato che è in vigore il Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici che prevede misure di sicurezza ben precise: casseforti, locali con porte blindate e telecamere di vigilanza.

A quanto pare, però, non tutti hanno adottato queste regole. Nell'ospedale israelitico, per esempio, non erano presenti. Non solo. Sembrerebbe che la chiave del deposito dei medicinali – modello facilmente duplicabile in ferramenta – fosse nella portineria dell'ospedale. Per gli inquirenti, quindi, è possibile, visto che non ci sono forzature sulla cassaforte della farmacia, che il furto sia stato commesso da qualcuno che aveva disponibilità delle chiavi. Non essendoci telecamere, è difficile però riuscire a capire cosa possa essere successo.

Dopo il furto, sono state cambiate chiavi e serrature. I carabinieri hanno interrogato sia i dipendenti del reparto Farmacia che le guardie giurate e i vertici del nosocomio, che hanno assicurato piena disponibilità a fornire tutti gli elementi necessari a individuare i responsabili. Gli inquirenti hanno anche acquisito i registri con i turni del personale tra il 22 e il 24 giugno.

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