Spunta un’antenna in due giorni a Roma, residenti in protesta: “Nessuno sapeva niente, vogliamo chiarezza”

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L'antenna a Montespaccato.
Un’antenna in due giorni senza che i residenti sapessero niente: succede a Roma, dove ieri il quartiere di Montespaccato ha protestato per chiedere trasparenza.

"Hanno affisso i fogli nella zona giovedì scorso. Lunedì sono iniziati i lavori e mercoledì l'antenna era già in piedi, circondata dai palazzi della zona e a pochi passi da una Casa della Comunità. Nessuno sapeva niente. Oggi chiediamo spiegazioni". A parlare con Fanpage.it è una residente di Montespaccato, nel quadrante nord ovest della Capitale, che da un giorno all'altro ha scoperto dell'esistenza dei lavori per un'antenna di telecomunicazioni di Iliad.

"Nei fogli affissi in zona da giovedì pomeriggio, si richiedeva di liberare i tratti di strada interessati e venivano disposti dei divieti di sosta per l'inizio di questi lavori. Nel vicinato, però, nessuno sapeva niente di niente: pensavamo che fosse andato in porto il progetto di un parcheggio, di cui invece si parlava da tempo". Ma dopo le prime ore di lavoro è parso subito chiaro che non si trattava di un luogo per poter lasciare la propria automobile. E nel pomeriggio di ieri sono iniziate le prime proteste per chiedere spiegazioni.

La costruzione dell'antenna: "Spuntata in due giorni"

"È comparso questo ammasso di cemento e acciaio, ieri è stata installata l'antenna", dice. Come lei, molti altri residenti della zona sono sul piede di guerra e chiedono risposte. Sono state fatte le dovute verifiche del caso sulla possibilità di inquinamento dovuto ai campi elettromagnetici a radiofrequenza? Si rischia di trovarsi davanti a casi di elettrosmog?  È quello che vuole scoprire chi vive a pochi metri dalla nuova antenna e chi si trova a usufruire della scuola e della Casa della Comunità che si trova a pochi passi.

I residenti sull'antenna: "Non ne sapevamo niente"

Non è chiaro a chi appartenesse il terreno su cui è stata costruita l'antenna che da via Cosimo Tornabuoni arriva fino alla via Cornelia. "Anni fa era privata e a destinazione verde ambientale. Per quello era stata presa in considerazione la possibilità di creare un parcheggio e niente di più. Eppure sono riusciti a costruire un'antenna in così poco tempo".

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La scritta comparsa dopo la protesta del quartiere.

"Chiediamo del tempo per poter chiarire se effettivamente questa infrastruttura non provocherà danni ambientali o elettrosmog. Per ora non ne abbiamo idea – spiega – Purtroppo, però, fatta eccezione di un paio di consigliere municipali nessuno ci aiuta o prende in carico le nostre preoccupazioni". L'intenzione dei residenti è di affidarsi al Tar del Lazio: "È stato richiesto l'accesso agli atti, ma ci sono troppi documenti da richiedere e non tutti si trovano nello stesso fascicolo. Aspettiamo anche che arrivino le valutazioni di Arpa sulla compatibilità elettromagnetica – aggiunge – Ma non ci arrenderemo finché non avremo la conferma che non metta a repentaglio la nostra salute".

La richiesta in Consiglio municipale d'intervento

Fra i consiglieri attivi sul tema, Maristella Urru e Lorenzo Ianiro di Aurelio in Comune che hanno chiesto di inserire nella discussione del consiglio di municipio di ieri la questione con una mozione d'urgenza per chiedere la sospensione temporanea dei lavori, in attesa di verificare la documentazione richiesta e ascoltare i cittadini. La discussione si è conclusa con 9 voti favorevoli, delle opposizioni, 11 contrari e tre astenuti.

"Quando un quartiere chiede risposte, le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte – esordisce Lorenzo Ianiro, consigliere del XIII Municipio per Aurelio in Comune, che continua a spiegare a Fanpage.it –  Per Montespaccato abbiamo chiesto in Consiglio di sospendere temporaneamente i lavori della nuova antenna, per verificare gli atti e ascoltare i residenti. La maggioranza ha impedito persino di discuterne. La partecipazione non è un favore che si concede ai cittadini. È un diritto che le istituzioni hanno il dovere di rispettare".

La risposta della Presidente di municipio, Sabrina Giuseppetti, è arrivata mezzo social. "Sulla questione abbiamo già chiesto alla Direzione Tecnica municipale, un approfondimento. Innanzitutto, occorre ricordare che l’autorizzazione delle Stazioni Radio Base non rientra nelle competenze del Municipio, ma del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive di Roma Capitale – si legge nella nota – La Direzione Tecnica municipale aveva già provveduto agli adempimenti di propria competenza e nonostante la recente normativa non preveda più limiti distanziali/fasce di rispetto ma individua solo i siti sensibili, aveva ritenuto opportuno segnalare che nel raggio di 300 metri dal sito interessato si trova la Scuola Bondi e nelle immediate vicinanze è presente la Casa della Salute di Via Tornabuoni. Come Municipio XIII continueremo a esercitare pienamente il nostro ruolo istituzionale, seguendo con attenzione ogni sviluppo e rappresentando nelle sedi competenti le istanze e le preoccupazioni del territorio. La chiarezza amministrativa e la trasparenza nei confronti dei cittadini sono essenziali: anche quando la decisione finale compete ad altri livelli dell’Amministrazione".

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