La mamma di Maria Grazia Di Domenico, morta a 27 anni: “Oggi avremmo dovuto festeggiarti, ma viviamo nella disperazione”

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Oggi Maria Grazia Di Domenico avrebbe compiuto 33 anni: la madre Anna Maria D’Elia la ricorda in una lettera inviata a Fanpage.it, chiedendo giustizia per la sua morte dopo un intervento alla clinica Santa Famiglia.

Oggi sarebbe stato il compleanno di Maria Grazia Di Domenico, la giovane morta a 27 anni a Roma in seguito a un intervento di conizzazione al collo dell'utero alla clinica Santa Famiglia. La mamma di Maria Grazia, Anna Maria D’Elia, ha inviato a Fanpage.it una lettere per ricordare la figlia, prematuramente strappata alla vita. La famiglia, per far sì che il suo ricordo non venga perso ma rimanga vivo, ha creato un sito commemorativo per onorare la sua memoria: lo trovate qui.

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Quando perdi una figlia non vivi più, lotti per sopravvivere.

Per gli altri è una terribile disgrazia di cui si parla, poi diventa un ricordo.

Per noi è stata la fine della vita che avevamo, da quel maledetto 17 maggio del 2021, quando Maria Grazia va in clinica “Santa Famiglia” a Roma in via dei Gracchi consigliata dal suo ginecologo di fiducia.  Mia figlia si reca in clinica per sottoporsi a un intervento di conizzazione, un day hospital, una cosa di routine, con la convinzione di ritornare a casa dopo tre ore. Questo non è mai successo, non ha fatto mai più ritorno a casa perché le è stato perforato l’utero e l’intestino. Per un errore medico (ad oggi ancora solo presunto) Maria Grazia perde la vita il 24 maggio 2021 all’età di 27 anni. Oggi 5 novembre avremmo dovuto festeggiare il suo 33° compleanno, ma questo non sarà possibile perché siamo immersi nella disperazione a combattere giorno e notte con il lutto che non finisce mai, con il dolore e la vita annientata.

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Ci affidiamo alla giustizia affinché chi ha sbagliato paghi per la morte di nostra figlia.

Stavamo vivendo il tempo della felicità ma poi per un intervento di conizzazione è diventato il tempo della bara, della tomba e del tribunale. Maria Grazia aveva scelto il suo abito da sposa il giorno 8 maggio che poi è stato depositato nella bara bianca e con sé tutti i suoi sogni, il suo lavoro, le sue due lauree, il matrimonio con il suo sposo sognando insieme la loro famiglia, i figli, i viaggi e tutte le più belle emozioni della vita. Maria Grazia aveva il diritto di vivere il suo futuro, la sua vita. Lo scorso 11 settembre Maria Grazia avrebbe festeggiato il suo anniversario di matrimonio e invece abbiamo inaugurato una panchina in sua memoria istallata al centro di Cava de’ Tirreni, uscita laterale del Duomo. La panchina è un luogo di ricordo per quanti la conoscevano e di riflessione per tutti: “Non si può morire per causa così blanda”.

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Voglio immaginare che lassù sono gli angeli a far festa per il compleanno di Maria Grazia proprio come l’avremmo festeggiato noi tutti, felici, se mia figlia non fosse mai entrata in quella clinica. Maria Grazia non potrà più tornare, la nostra quotidianità non è più serena ed io combatterò con grande tenacia affinché ci sia giustizia per mia figlia.

Chiedo che sia fatta giustizia, e soprattutto chiedo che sia accertata la responsabilità di questa infinita  tragedia. Questo orrore non va dimenticato, soprattutto per rispetto e dignità di Maria Grazia e della sofferenza che ha ingiustamente subito.

Figlia mia.

Ti amo con tutto il cuore, anima e mente.

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