Oggi Maria Grazia Di Domenico avrebbe compiuto 33 anni: “Solare e brillante, spiccava per la sua voglia di imparare”

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Oggi Maria Grazia Di Domenico avrebbe festeggiato il suo compleanno: morì a 27 anni dopo un intervento alla clinica Santa Famiglia di Roma, appena un mese prima del matrimonio. A ricordarla è anche la sua ex professoressa di inglese, Maria Rosaria Bisogno, che racconta a Fanpage.it una ragazza dolce, tenace e piena di progetti.

La famiglia di Maria Grazia ha creato un sito commemorativo per ricordare la giovane morta a soli 27 anni: chiunque le abbia voluto bene può visitarlo e condividere dei ricordi e dei momenti trascorsi insieme a lei. 

Oggi sarebbe stato il compleanno di Maria Grazia Di Domenico, la giovane di 27 anni morta il 24 maggio 2021 in seguito a un intervento eseguito alla clinica Santa Famiglia di Roma. Maria Grazia, però, non potrà festeggiare con le persone che le hanno voluto e continuano a volerle bene, perché durante quell’operazione le furono perforati l’utero e l’intestino, lesioni che la portarono alla morte una settimana dopo, al termine di giorni segnati da dolori terribili. Nonostante l’allarme lanciato dalla stessa ragazza e dalla famiglia, preoccupata per il peggioramento delle sue condizioni, Maria Grazia non fu sottoposta subito ad accertamenti approfonditi e, per curarla, le furono somministrati dei fermenti lattici e antidolorifici. Trasferita d'urgenza all'ospedale San Pietro, i medici riscontrarono una lesione uterina e la perforazione dell'intestino, ma ormai era troppo tardi. Trasferita al Gemelli per tentare l'impossibile, Maria Grazia morì appena un mese prima del suo matrimonio e fu sepolta con l’abito da sposa che aveva tanto desiderato e sognato per un giorno che avrebbe dovuto essere uno dei più belli e indimenticabili della sua vita.

Sono tante le persone che l’hanno conosciuta e che, ogni anno, continuano a ricordarla. Tra queste c’è anche Maria Rosaria Bisogno, la sua ex professoressa di inglese delle superiori, con la quale Maria Grazia aveva costruito un legame forte, capace di andare ben oltre le ore di lezione. "Avevamo un rapporto molto empatico – racconta la professoressa a Fanpage.it -, ma era così anche con gli altri insegnanti. Aveva sempre avuto un rapporto molto forte con noi, che andava oltre lo studio. E anche con l’intera classe: i suoi compagni sono rimasti legati a lei anche dopo la scuola e lo sono stati fino alla sua scomparsa, era una classe molto unita, e lei era una ragazza che stringeva facilmente legami. Era solare e dai suoi occhi traspariva la voglia di apprendere e di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. Era molto dolce, solare, ma anche brillante negli studi, perché aveva quella giusta dose di voglia di riuscire, un’ambizione sana".

Ed è stata proprio quell'ambizione, continua la docente, "a permetterle di intraprendere gli studi universitari, di migliorarsi e di continuare a fare specializzazioni e certificazioni. Era venuta da me più di una volta per chiedermi suggerimenti sulle certificazioni linguistiche, che poi aveva conseguito con successo. E poi aveva trovato lavoro, un buon lavoro, si era realizzata".

Maria Rosaria Bisogno aveva incontrato Maria Grazia poco tempo prima della sua morte. La giovane, infatti, ogni volta che tornava a casa, a Cava de’ Tirreni, non mancava di andare a salutare gli amici e i professori di un tempo, con i quali aveva mantenuto un legame forte nonostante fossero passati ormai molti anni dall’esame di maturità. "L’avevo vista poco tempo prima della sua morte. Era tornata qui perché doveva fare le prove per l’abito da sposa e venne a trovarmi a scuola, insieme ad altri professori. Ci diede la notizia che si sarebbe sposata, ci raccontò quello che stava facendo ed era chiaramente molto contenta. Era una persona che si stava realizzando anche nella sua vita personale e sentimentale. Fortunatamente ci sono ancora ragazzi così. Oggi, con i social, magari è anche più facile non vedersi ma mandarsi un messaggio, raccontare ‘mi sono laureato', ‘sto facendo questo'. Maria Grazia era una di quelle persone che mantenevano i legami. Del resto veniva da una classe molto coesa, composta da belle persone. Ancora oggi incontro alcuni dei suoi compagni. Proprio ieri sera ho incontrato una ragazza che era stata sua amica e che oggi lavora in un negozio di abbigliamento. Erano ragazzi bravi, una bellissima classe, con delle belle menti, e molti di loro si sono realizzati".

A scuola Maria Grazia aveva lasciato il ricordo di una studentessa seria, determinata e sempre attenta agli altri.  "Era molto assennata, anche silenziosa. Proprio perché era molto motivata nello studio, cercava sempre di prendere il meglio dalle lezioni. Ricordo però che quando fece l’esame di Stato era molto in apprensione, perché ci teneva a fare bene. Io la identifico sempre come una ragazza molto dolce, sorridente, con tanta voglia di fare e di realizzarsi. Era tenace, ma allo stesso tempo molto collaborativa con i compagni, rispettosa delle regole e molto portata all’ascolto. Era una persona che sapeva ascoltare".

La notizia della morte di Maria Grazia sconvolse profondamente non solo la famiglia e gli amici, ma anche gli insegnanti che l’avevano conosciuta negli anni della scuola. A rendere il dolore ancora più difficile da accettare furono le circostanze della sua morte e il fatto che davanti a sé avesse ancora tanti progetti. "Quando è morta l’ho saputo dai suoi compagni di classe, che hanno avvertito subito noi docenti. È stata una notizia dolorosissima per tutti. Ricordo che anche i colleghi che abitavano a Salerno vennero. Una collega di economia, alla quale Maria Grazia era molto legata e con cui continuava a sentirsi spesso, venne anche lei. Eravamo tantissimi docenti, anche persone che magari avevano insegnato nella sua classe solo per un periodo. In cinque anni gli insegnanti cambiano, ma quel giorno vennero davvero in molti. E ricordo che anche dopo un mese c’era tantissima gente. È stato un episodio tragico non soltanto perché c’è stata una morte, ma anche per il modo in cui è avvenuta. Sono state proprio le modalità ad aggiungere dolore al dolore. Quando una persona muore per una malattia o per un incidente, per quanto sia terribile, si pensa alla casualità. Qui invece, di fronte a quello che è successo, è molto più difficile arrivare a una rassegnazione. Poi c’era anche il fatto che Maria Grazia si dovesse sposare.  È stato tutto veramente brutto. Non riesco a capire come sia potuta accadere una cosa del genere e, soprattutto, come sia stato possibile non accorgersi subito di quello che stava succedendo, mentre lei aveva dolori atroci. Aveva davanti tutti i suoi progetti, il matrimonio, il lavoro, tutto quello che aveva costruito e che ancora voleva costruire. È questo che rende quello che è successo ancora più doloroso".

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