Digos arriva a scuola durante l’occupazione a Roma: studenti portati in commissariato sulle volanti

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Mattinata movimentata nelle scuole romane: al Giordano Bruno studenti tentano di occupare. “La preside ci ha chiusi dentro e ha chiamato la Digos: alcuni minorenni sono stati trasferiti in commissariato”.

Mattinata movimentata nelle scuole di Roma. Dopo le tensioni fra preside e studenti al liceo artistico Argan nella zona di Don Bosco, a qualche chilometro di distanza, davanti al Giordano Bruno, sono arrivati gli agenti della Digos. A chiamarli sarebbe stata la preside della scuola dopo un tentativo di occupazione. "Denunciamo con forza una risposta repressiva di gravità inaudita di fronte a una mobilitazione studentesca. L'episodio si inserisce in un clima di crescente criminalizzazione del dissenso giovanile e delle forme di protesta all'interno delle scuole. Invece di aprire un canale di dialogo, le istituzioni scolastiche e gli organi di pubblica sicurezza hanno scelto la via della forza, trasformando un luogo di formazione e crescita democratica in un teatro di intervento poliziesco", scrive in una nota la Rete degli Studenti Medi di Roma, dandone notizia.

Studenti trasportati in commissariato sulle volanti

A raccontare cosa è successo questa mattina a Fanpage.it è stato Matteo Monosilio, Responsabile dell'Organizzazione della Rete degli Studenti Medi di Roma: "Stavano occupando la scuola, quando la preside li ha chiusi dentro e ha fatto arrivare la Digos. Poi sono arrivate quattro o cinque volanti per portare tutti gli studenti e le studentesse in commissariato. C'erano minorenni – spiega – In quattro sono stati effettivamente trasferiti in commissariato, mentre gli altri caricati sulle volanti non ci sono mai arrivati". Ragazzi e ragazze avrebbero provato a occupare la sede questa mattina. Un tentativo soffocato sul nascere.

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Il blocco stradale per fermare le volanti.

Il blocco stradale di studenti e studentesse per bloccare le volanti

Come spiegato, l'intero corpo studentesco del liceo si è organizzato facendo un blocco stradale: "Io stesso mi sono fermato davanti a una volante per non farla passare", aggiunge. "Come Rete degli Studenti Medi, abbiamo chiesto alla questura il motivo del trasferimento in commissariato degli studenti, chiedendo di sospendere subito le operazioni – continua – C'è stato risposto che hanno fatto sospendere le operazioni, anche chi si trovava a bordo delle volanti è stato fatto scendere. Ora stiamo aspettando che rilascino gli altri che invece erano già arrivati: siamo anche noi ancora davanti al commissariato". Secondo quanto ricostruito dai rappresentanti, la decisione di trasferire i ragazzo in questura avrebbe rappresentato un'iniziativa individuale del commissariato.

Studenti caricati sulle volanti e portati in commissariato: "Un atto inaccettabile"

"Portare via gli studenti in pattuglia per aver protestato è un atto inaccettabile che valica ogni limite – dichiara Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio – La dirigenza del Liceo Giordano Bruno si assume la responsabilità politica e morale di aver consegnato la propria comunità studentesca alla polizia, rifiutando ogni forma di confronto. La risposta alle richieste e al disagio degli studenti non può e non deve mai essere la repressione nei corridoi".

Le reazioni politiche: "Gen Z chiede ascolto e risposte"

Non appena appreso dei fatti, non si sono fatte attendere le reazioni politiche. "Sono intervenuto oggi alla sede di via delle Isole Curzulane del Liceo Giordano Bruno su sollecitazione di studenti e genitori, nel tentativo di fermare l’intervento delle forze dell’ordine che hanno proceduto a fermare dodici ragazze e ragazzi che stavano dando luogo all’occupazione della loro scuola. Quello che è accaduto è grave, un’intimidazione delle istituzioni nei confronti di giovanissimi che si stanno mobilitando per il loro futuro – fa sapere in una nota Luca Blasi, assessore alla Cultura e alle Politiche Abitative per Alleanza Verdi e Sinistra – La scuola deve essere una palestra di democrazia non di autoritarismo. In questi giorni dove molte scuole a Roma sono occupate abbiamo visto dirigenti scolastici tentare di fare irruzione negli edifici con le forze dell’ordine o strattonare i loro alunni. Oggi sono stato al fianco delle studentesse e degli studenti del Giordano Bruno e continuerò a farlo nelle prossime ore. La cosiddetta Gen Z chiede ascolto e risposte, pensare di risolvere tutto con le denunce e le minacce non servirà a niente".

Gli fa eco Elisabetta Piccolotti di Avs, deputata della Commissione Cultura alla Camera: "Oggi pomeriggio le forze dell’ordine sono intervenute nella sede di via delle Isole Curzolane del Liceo Giordano Bruno, procedendo a identificare gli studenti e le studentesse all’interno, molti dei quali minorenni. Solo l’intervento del nostro assessore in III Municipio Luca Blasi ha impedito che la situazione degenerasse con il trasferimento di tutti i ragazzi nei locali del commissariato. Siamo allarmati dalle continue segnalazioni che ci arrivano dalle scuole e presenteremo presto nuove interrogazioni a Piantedosi e al Governo affinché ci spieghino perché le forze dell’ordine intervengono con tale accanimento contro studenti minorenni che protestano nel proprio istituto – ha fatto sapere – Non è mai accaduto prima, a nostra memoria, che gli occupanti minorenni di una scuola venissero portati in questura dopo l’identificazione. Questi ragazzi e ragazze non sono dei criminali: le loro ragioni vanno ascoltate, senza paternalismo e senza usare il codice penale per intimorirli e metterli a tacere. Noi siamo al loro fianco", conclude Piccolotti.

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