Migliaia di studenti in corteo a Roma per il “No Meloni Day”: bruciate bandiere Usa e Israele
Migliaia di studenti sono scesi in piazza questa mattina a Roma per il “No Meloni Day”, la giornata di mobilitazione contro le politiche del governo sulla scuola. Il corteo, partito dalla zona di Cavour e diretto verso il Ministero dell’Istruzione, ha attraversato il centro tra striscioni, bandiere palestinesi e slogan contro il ministro Valditara. Gli organizzatori parlano di 20mila partecipanti.
“Soldi alla scuola, non alla guerra”, “Meno armi, più diritti” e “A scuola nessuno è straniero”: questi gli slogan scanditi durante il corteo dagli studenti, che tra le altre cose contestano anche la riforma del 4+2 nei tecnici e nei professionali, e chiedono l'abolizione dell'alternanza scuola – lavoro. Ma c'è anche il tema del tetto del 30% agli stranieri nelle classi previsti dal governo: un atto considerato discriminatorio e volto all'esclusione. Nel corso della manifestazione sono state sventolate bandiere a sostegno della Palestina, e sono state bruciate una bandiera di Israele e una degli Stati Uniti. Cori contro il governo, il ministro Valditara, ma non sono stati risparmiati nemmeno Pd e Cgil. Nel corso della manifestazione sono stati rovesciati alcuni cassonetti, messi al centro della strada. Arrivati al ministero dell'Istruzione, i manifestanti hanno fatto esplodere dei petardi.
"È un successo il No Meloni Day, lo sciopero studentesco indetto dall’Osa per questo venerdì 16 ottobre, con oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi – scrive OSA in un comunicato -. È nato un movimento studentesco di scioperi, occupazioni, piazze con rivendicazioni semplici: ritiro dl scuola, 13 miliardi all’edilizia, no riforma tecnici professionali, stop carovita. Rompere la scuola caserma per una nuova scuola pubblica! A Roma un corteo da decine di migliaia di ragazzi e ragazze sta sfilando ora davanti al Colosseo e si muove verso il Ministero, vogliamo essere ascoltati da Valditara in persona, il ministro non può fare lo struzzo e scappare all’infinito. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso. Il prossimo passo su cui rilanciano gli studenti è lo sciopero generale del 30 ottobre, indetto dall’Usb. Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti. Blocchiamo tutto di nuovo!".
La manifestazione arriva dopo giorni di occupazioni, assemblee e mobilitazioni nelle scuole romane sulla scia anche delle proteste che ci sono state nelle ultime settimane in Francia e Spagna. Tra i punti contestati dagli studenti, le condizioni delle scuole, la mancanza di fondi e quello che viene definito come un progressivo smantellamento del diritto allo studio. Uno dei temi al centro della manifestazione è proprio quello delle condizioni delle scuole: Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa, ha parlato nei giorni scorsi di istituti che “cadono a pezzi” e di una situazione diventata ormai insostenibile per molti studenti, costretti a fare lezione in istituti fatiscenti. Il collettivo chiede che maggiori risorse vengano destinate all’istruzione e all’edilizia scolastica e contesta l’aumento delle spese militari, sostenendo che quei fondi dovrebbero essere investiti nella scuola pubblica.