Wanna Marchi e la figlia premiate in Campidoglio, Pino Insegno a La Volta Buona: “Ma che cultura è?”

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Il premio a Wanna Marchi e Stefania Nobile in Campidoglio arriva a La Volta Buona. Pino Insegno: “Era un’autocelebrazione privata”. L’editore replica, Jimmy Ghione ricorda le vittime.

Il riconoscimento consegnato a Wanna Marchi e Stefania Nobile in una sala del Campidoglio è diventato materia da salotto televisivo. A La Volta Buona, su Rai1, la vicenda è stata discussa per il secondo giorno di fila, venerdì 2 ottobre, con tre voci e tre versioni: quella di Pino Insegno, quella dell'editore del libro di Marchi e quella di Jimmy Ghione, che il giorno prima aveva riportato il discorso sulle persone truffate.

Pino Insegno assolve il Comune ma non il premio

Pino Insegno ha voluto assolvere il Comune. Da una parte ha tolto l'amministrazione capitolina dal banco degli imputati: "Sono sicuro che il consiglio comunale non c'entri niente, conosco personalmente Alessandro Onorato, persona straordinaria, so che sono attenti e non ne faccio questione politica o sociale".

Dall'altra ha messo in discussione il modo in cui si è arrivati alla cerimonia: "È stato fatto in maniera strana e nascosta. Uno affitta la sala e gliela danno. Magari non hanno specificato che ci fossero… Credo sia andata così". Poi il tono è cambiato e l'attore è sbottato: "Ma premio alla cultura, poi, ma che premio è? Era un'autocelebrazione privata".

La replica dell'editore: "Il consigliere aveva scaletta e nominativi"

La ricostruzione di Insegno si è scontrata con la nota dell'editore del libro di Wanna Marchi, letta in diretta da Domenico Marocchi. Il testo sostiene che nulla sia stato taciuto: "Nel giorno dell'evento è stata trasmessa al consigliere la documentazione relativa allo svolgimento, con scaletta e nominativi di opere e persone premiate. Marchi e Nobile erano tra il pubblico e sedevano in una zona antistante al consigliere seduto in prima fila".

Domenico Marocchi, l'inviato di Caterina Balivo, ha quindi precisato di non fare l'arbitro: "Non dobbiamo fare il plastico di questa situazione, ma ognuno porta avanti la propria tesi".

Jimmy Ghione e il pensiero alle vittime

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Il giorno precedente, nello stesso studio, era stato Jimmy Ghione a spostare la questione dal regolamento delle sale al merito. L'inviato di Striscia la Notizia è un nome che in questa storia pesa: fu lui, con il tg satirico, a firmare per primo l'inchiesta che portò alla luce il sistema di Marchi e Nobile, poi condannate in via definitiva.

"Io non penso a Wanna Marchi e Stefania Nobile, io penso alle vittime, alle loro persone, persone che non ci sono più, che hanno perso la vita, si attaccavano a genitori che hanno perso i figli e qua chiudo". La versione di Jimmy Ghione è l'unica che non ha bisogno di documenti per reggere.

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