De Martino rispolvera la sigla di Baudo per il suo Festival, torna “Perché Sanremo è Sanremo”

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Nel countdown di Sanremo 2027 torna la celebre sigla ideata da Pippo Caruso. Un segnale chiaro di De Martino, che sceglie la lezione di Baudo come bussola per guidare la kermesse verso il futuro.

Nel teatro delle decisioni che anticipano la liturgia del Festival di Sanremo, anche un dettaglio sonoro di pochi secondi può trasformarsi in un manifesto. L'ultimo aggiornamento del countdown ufficiale verso il Sanremo 2027 di Stefano De Martino, pubblicato sui canali social del Festival, ha regalato più di una semplice scadenza temporale. Ad accompagnare la grafica verso il prossimo febbraio è tornato il tema musicale per eccellenza della kermesse: “Perché Sanremo è Sanremo”. Una scelta che supera la dimensione del puro amarcord per spingersi direttamente nel campo della strategia editoriale.

L'omaggio a Baudo, il mito del jingle storico del Festival

Composta dallo storico direttore d’orchestra Pippo Caruso, Perché Sanremo è Sanremo divenne l'iconica sigla dei Festival targati Pippo Baudo, capace di accompagnare le edizioni più gloriose della tv di Stato attraverso vari riarrangiamenti. Rispolverare quella traccia per scandire i 100 giorni che separano il Paese dall'inizio della gara rappresenta un omaggio esplicito all'universo baudiano, che De Martino ha più volte indicato come la propria stella polare. Non si tratta ancora di una decisione definitiva circa l'utilizzo del brano come sigla ufficiale di tutta la manifestazione di febbraio, ma il segnale inviato al pubblico e all'industria è chiarissimo. Cantata nella sua prima versione da Maurizio Lauzi (figlio di Bruno), Perché Sanremo è Sanremo fu poi consacrata dal 1996 nella celebre interpretazione di Rudy Neri dei Prefisso.

Le parole di De Martino su Baudo al Rumore Festival

Per comprendere la portata di questo richiamo bisogna tornare alle parole pronunciate dallo stesso De Martino al Festival di Fanpage Rumore, quando aveva tracciato la propria idea di servizio pubblico prendendo a modello proprio il "deus ex machina" di Sanremo: "Mi ispiro all’esempio massimo che è Pippo Baudo. Non aveva nessun timore di fare il Sanremo che aveva immaginato quell’anno. Era bravissimo a fare un Sanremo che segnasse quel tempo, senza la pretesa di accontentare tutti. Baudo era molto popolare e poco populista".

In questa distinzione sottile ma decisiva risiede la chiave del Sanremo targato De Martino. Di fronte a una televisione sempre più frammentata, divisa tra la tentazione del nostalgico fine a se stesso e la rincorsa affannosa ai trend di TikTok, la scelta di ripartire dall'inno baudiano serve a rimarcare l'autorevolezza del marchio. Al momento non è chiaro che utilizzo verrà fatto del tema nel corso della manifestazione, ma sappiamo per certo che sarà il tappeto musicale di questi cento giorno che ci accompagneranno a Sanremo 2027.

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