Francesco Sarcina a Ciao Maschio non perdona Scamarcio e tace su Clizia Incorvaia

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Francesco Sarcina a Ciao Maschio su Rai1: niente perdono per Scamarcio, nessuna parola su Clizia Incorvaia. Riavvolgiamo il nastro di una storia aperta dal 2019, tra tribunali, salotti tv e autotune.

C’è una parola che Francesco Sarcina pronuncia con la stessa fermezza con cui, dal palco, regge una nota lunga: no. No al perdono per Riccardo Scamarcio, no a un confronto pubblico su Clizia Incorvaia. Il frontman delle Vibrazioni è ospite di Nunzia De Girolamo nella puntata di Ciao Maschio in onda oggi, sabato 7 novembre, alle 17 su Rai1. La sua intervista ha l’aria di un fascicolo che nessuno riesce ad archiviare. Le storie di Sarcina, da sette anni a questa parte, non finiscono: cambiano studio, cambiano aula di tribunale, cambiano narratore. Ma restano lì, aperte.

Il muro su Clizia Incorvaia e il pensiero ai figli

La conduttrice prova ad aprire il dossier dell’ex moglie, pronunciandone il nome. Sarcina alza la mano e si ferma: “Io non vorrei parlarti di questo argomento, perché mi spiace molto, soprattutto per i miei figli. A me fa male per i miei figli, fondamentalmente. Perché poi, insomma, sono passati così tanti anni… Abbiamo una vita felice”.

Quel silenzio arriva dopo una frase di tutt’altro peso, scandita qualche minuto prima: “La cosa che più mi rattrista è che, quando si parla di preservare i figli, poi si fa di tutto per infamare il genitore. E questo è molto grave, a mio avviso”. Nessun nome, nessun bersaglio dichiarato. Ma chi ha seguito le cronache degli ultimi mesi non fatica a mettere insieme i pezzi. Quando De Girolamo gli chiede se abbia mai vissuto un amore tossico, la replica è di due parole un po' in dialetto: “A voglia”.

Riavvolgiamo il nastro: luglio 2019 e il testimone di nozze

Per misurare quel silenzio bisogna tornare all’estate del 2019. Sarcina e Incorvaia si erano sposati il 5 giugno 2015, lo stesso anno in cui era nata la loro figlia. Quattro anni più tardi il cantante sceglie il Corriere della Sera per annunciare la fine del matrimonio e per fare un nome che pesa: Riccardo Scamarcio, l’amico fraterno, l’uomo che all’altare gli aveva fatto da testimone. Già allora, sull’ipotesi di una riconciliazione con l’attore, la porta era sbarrata: “Se mi uccidi, è difficile che cambio idea”.

Da quel momento i racconti si moltiplicano e non combaciano mai. Incorvaia sostiene che quanto accaduto con Scamarcio – un bacio, nella sua versione – sia arrivato a separazione già avviata. Dall’ambiente dell’attore filtra, attraverso il settimanale Oggi, la tesi opposta: una storia montata ad arte. Lei contrattacca, accusando l’ex marito di volerla trasformare in una traditrice e l’attore di volerla far passare per bugiarda.

Dal Grande Fratello Vip a Belve, ognuno con la sua verità

Nel 2020 la contesa si trasferisce in prima serata. Clizia entra nella casa del Grande Fratello Vip e rivendica le proprie scelte: quando si è avvicinata a Scamarcio era già separata, dunque per lei di tradimento non si può parlare. Nelle stesse settimane Sarcina torna all’Ariston con le Vibrazioni. Due palchi, due versioni, una sola storia.

Scamarcio, per anni il più taciturno dei tre, ha preso la parola a Belve nel novembre 2024, liquidando con Francesca Fagnani l’intera faccenda come un orrore. Sarcina, nel dicembre 2025, è tornato al Corriere per ricostruire l’istante in cui scoprì tutto: un’auto accostata a bordo strada, lui che scende e vomita. E ha aggiunto di non rimpiangere nulla di quell’amicizia.

A Ciao Maschio la conduttrice lambisce soltanto l’argomento, ma basta: “Come faccio a fare pace, non mi fido. Nel momento del tradimento ho pensato: io gli avrei affidato anche i miei figli in mano. Io credo tanto nell’amicizia, ma sono stato tradito tantissimo”.

Il 2026 delle querele e dei salotti tv

Ed ecco da dove nasce quella frase sul genitore infamato. Nel marzo 2025 era emersa la denuncia di Sarcina contro l’ex moglie per l’esposizione social della figlia, che a suo dire sarebbe stata coinvolta in contenuti commerciali senza il suo consenso. Il procedimento si è chiuso a inizio 2026 con il proscioglimento dell’influencer.

Pochi giorni dopo, a Verissimo, Incorvaia ha alzato il tiro: nello studio di Silvia Toffanin ha descritto il matrimonio con Sarcina come una relazione tossica, parlando di presunte violenze che non avrebbe mai denunciato per proteggere la figlia. Accuse respinte con decisione dal fronte del cantante. La moglie Nayra Garibo, intervistata da Fanpage.it, aveva annunciato le vie legali: “Mio marito la denuncerà per diffamazione: non si può andare in televisione a inventare violenze o fatti gravissimi solo per visibilità”. A febbraio Incorvaia è tornata da Toffanin riferendo di aver ricevuto la querela.

Nayra Garibo, la donna che gli ha insegnato a lasciarsi andare

Se il passato è un campo minato, il presente ha un nome preciso. Sarcina e Nayra Garibo si sono conosciuti a Milano nel 2019, nel 2021 è nata la loro bambina e nell’ottobre 2024 si sono sposati in una masseria vicino a Fasano. Quando il discorso arriva a lei, il cantante cambia registro: “È una donna veramente speciale. Sa accarezzarmi. Mi sa abbracciare. E questa cosa è, per me, molto importante. Perché il potersi proprio lasciare andare, per me, è sempre stato molto difficile, in realtà”.

Le dipendenze e la menzogna che ti racconti da solo

C’è poi l’altro fronte, quello che Sarcina ha messo nero su bianco nel 2021 con Nel mezzo, l’autobiografia pubblicata da Sperling & Kupfer in cui ha raccontato gli anni della droga e la telefonata a J-Ax che lo indirizzò verso una struttura di recupero. De Girolamo gli chiede quanto si sia mentito in quella stagione: “Tantissimo, ovvio. Le dipendenze sono sempre una menzogna. Ti prendi in giro da solo. Cioè, tu lo sai, ma te ne freghi. Dici di fare una cosa, poi ne fai un’altra”.

Autotune, la bocciatura di Fedez e Tony Effe

Il finale si gioca sul terreno di casa, la voce. Nel gioco Cosa butti e cosa tieni, la conduttrice mette davanti all’ospite tre volti: Tony Effe, Sal Da Vinci e Fedez. Sarcina non esita: “Se parliamo di artisti, io qui ne vedo solo uno. Gli altri possono essere simpatici, carini, intelligenti, quello che vogliamo, ma Tony Effe e Fedez non sono cantanti. Perché qui comunque si parla di musica”.

Il prescelto è Sal Da Vinci. Il bersaglio vero è l’autotune: “L’autotune è un effetto che viene usato per intonare. E oltretutto viene usato anche male l’autotune, perché non si dovrebbe usare così”. E ancora: “Quell’effetto lì maschera la vera voce. Quindi delle volte non sappiamo neanche chi sta cantando”. Per il cantante delle Vibrazioni la strada passa dallo studio, dall’allenamento, dalla fatica sullo strumento che si ha in gola.

La scelta del cantante napoletano è secca – “Eh beh, lui è un cantante” – con una postilla che, riletta alla luce di tutto il resto, suona quasi come un’autobiografia in una riga: “Non lo conosco in persona, spero sia simpatico”. Per un uomo che la fiducia l’ha consegnata a chi conosceva meglio di chiunque altro, e se l’è vista restituire in frantumi, forse è la formula più prudente.

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