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Oriana Sabatini e Paulo Dybala genitori, è nata la prima figlia in Italia: la scelta della neo mamma

Oriana Sabatini e Paulo Dybala sono diventati genitori per la prima volta. Oggi, 2 marzo, l’infleuncer e il calciatore hanno accolto la loro prima figlia. La piccola si chiama Gia e il parto è avvenuto in Italia, così come era stato deciso.
A cura di Elisabetta Murina
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Oriana Sabatini e Paulo Dybala sono diventati genitori la prima volta. Nella mattina del 2 marzo il calciatore e la moglie hanno accolto in famiglia la loro prima figlia, Gia, nata all'ospedale Gemelli a Roma. Sui social la bella notizia con il primo scatto della piccola. Il parto è avvenuto all'ospedale Gemelli a Roma, così come aveva preannunciato l'influencer. L'intenzione infatti era quella di far nascere la bambina in Italia, che anche il marito potesse essere presente dal momento che attualmente gioca nella Roma e andare in Argentina potrebbe essere difficile.

Con uno scatto pubblicato su Instagram, Dybala e Sabatini hanno annunciato la nascita della loro prima figlia. L'immagine mostra la mano della piccola che stringe quella dei genitori e la didascalia recita: "Un applauso a mamma e papà". La bambina si chiama Gia ed è un nome fortemente voluto dalla neo mamma, che l'ha scelto senza confrontarsi con il calciatore. "Il nome è deciso, ma non lo dirò. Mi piace da 15 anni. Ho avvisato Paulo di come si sarebbe chiamata, non gliel'ho chiesto", aveva raccontato in un'intervista al programma argentino Resumido.

Il riferimento è al film del 1998 Una donna oltre ogni limite con Angelina Jolie nei panni di Gia e premiata ai Golden Globe per la sua interpretazione. Il film fece innamorare Sabatini di questo nome, la quale decise che se avesse avuto una figlia femmina si sarebbe chiamata proprio così.

Anche l'idea di partorire in Italia era già stata stabilità, così da poter permettere al futuro papà di essere presente in quel momento: "Nascerà in Italia soprattutto perché vorrei avere un parto naturale, se sarà possibile. E poi perché voglio che ci sia il padre. Nel calcio non ci sono molti giorni liberi e i giocatori hanno le vacanze solo a giugno o luglio. Voglio farlo qui anche per permettere al padre di essere presente. Mi è costato molto fare pace con questa idea". 

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