Negli ultimi sondaggi pubblicati, in vista delle prossime elezioni europee, arriva una novità: la lista Siamo europei, proposta dall’ex ministro Carlo Calenda e a cui dovrebbe aderire il Pd aprendosi anche ad altre forze politiche di centrosinistra ed europeiste. E questa lista fa registrare subito un buon risultato, arrivando davanti al Movimento 5 Stelle e dietro solo alla Lega. Un sondaggio Bidimedia, realizzato negli scorsi giorni, evidenzia due scenari: uno con i partiti classici, senza alleanze. L’altro, invece, prende in considerazione la nascita della lista Siamo europei e anche quella di un movimento composto dai Verdi e dalla lista di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, con l’intenzione di aprirsi anche a +Europa.

Il primo scenario è quello con i partiti tradizionali. La Lega è in testa con il 33,2%, in crescita rispetto alla rilevazione precedente. Dietro troviamo, in questo caso, il Movimento 5 Stelle con il 22%, ma in calo di due punti percentuali. Si rialza il Pd, al 18,6%, e in leggera crescita. Al contrario di +Europa, al 3,4% e in lieve calo. L’Onda Verde e Civica, composta da Verdi e Italia in Comune, sarebbe all’1,7%. Gli altri partiti di sinistra sono invece al 3,4%. Nel centrodestra risale Forza Italia al 9%, così come Fratelli d’Italia al 4,2%.

Nel secondo scenario c’è invece un’importante novità: il Movimento 5 Stelle, per la prima volta dopo sei anni, non è più il primo o il secondo partito nei sondaggi elettorali. Sarebbe alle europee al 21,5%, in netto calo rispetto alle scorse settimane e al terzo posto tra tutte le forze politiche. Mentre chi cresce e trova il sorpasso è la lista europeista Siamo europei, di cui farebbe parte anche il Pd, con il 22,8%. In testa rimane la Lega, ancora in crescita al 32,6%. Debutta una ipotetica lista composta da +Europa e Onda Verde, che arriverebbe al 4,6%, superando la soglia di sbarramento. Mdp e gli altri partiti di centrosinistra si fermerebbero all’1,2%, con un’altra coalizione composta da Prc e Si al 2,3%.I sondaggisti evidenziano che le liste unitarie sono ben viste a sinistra, tanto che si passa dal 25% del primo scenario – con partiti separati – al 27% del secondo, con alleanze allargate. Scende, in questo secondo caso, leggermente l’affluenza, ma viene compensata dal fatto che tutti gli altri partiti sono in calo, decidendo gli elettori di convergere più facilmente su Siamo europei. Forza Italia si attesta al 7,9% (comunque in salita), Fratelli d’Italia al 4,3%.