La morte di Sara Scimmi, la 19enne deceduta dopo esser stata investita da un tir nelle prime ore del 9 settembre 2018 a Castelfiorentino, fu dovuta a un semplice caso di incidente stradale. A questa conclusione sono giunti i pm della Procura  di Firenze che hanno chiesto al gip l'archiviazione delle indagini per omicidio volontario. Il filone di indagine, che seguiva parallelamente quello di omicidio stradale, era stato avviato per fare luce su numerosi punti oscuri nella vicenda come la presenza della giovane sdraiata sull'asfalto della statale in piena notte, mai chiarita con certezza. Secondo gli inquirenti, quella notte, dopo aver trascorso la serata con amici in una discoteca poco lontana, la 19enne si sarebbe incamminata da sola verso casa ma ad un certo punto sarebbe entrata in carreggiata dove si sarebbe accasciata a terra in un profondo stato di ubriachezza come accertato dai test medici.

Una ricostruzione effettuata solo grazie alle testimonianze di diversi giovani che si trovavano dentro e fuori la discoteca e di una donna che ha raccontato di averla vista camminare in mezzo alla carreggiata e di averla evitata di un soffio pochi minuti prima della tragedia, quando un tir l'ha investita e uccisa. Nulla infatti è emerso dall'esame dei filmati girati dalle telecamere di una stazione di servizio poco lontana dal luogo dell'incidente. Un dei misteri del caso era proprio l'assenza della giovane dai video acquisiti dalla polizia, un elemento che induceva a pensare che la 19enne fosse stata accompagnata e abbandonata sul posto da qualcuno in auto. Per gli inquirenti, però, Sara non c'è in quei video semplicemente perché la polizia giudiziaria avrebbe estrapolato solo i 15 minuti precedenti all'incidente perché nei primi accertamenti si riteneva utile solo identificare l'autore dell'investimento che era scappato.

Resta praticamente irrisolto invece il mistero dei monili indossati dalla 19enne quella sera e mai ritrovati sul luogo dell'investimento. Nelle foto scattatele in discoteca prima della tragedia infatti Sara indossava un orologio e un anello che però non sono mai stati trovati. "Posto che è quanto meno probabile che entrambi gli oggetti che la ragazza indossava fossero andati distrutti nel corso del terribile incidente occorsole, occorre comunque rilevare che il loro mancato rinvenimento nonché l'assenza di un'immagine nitida degli ultimi momenti di vita della vittima non consentono di per sé soli, e alla luce delle complessive risultanze delle indagini, di sostenere che gli oggetti le fossero stati sottratti nel corso di un'aggressione di pochi istanti precedente all'investimento e che tale aggressione, terminata con l'abbandono della ragazza, avesse contribuito in modo determinante al decesso" sostengono i pm.

Per quanto riguarda il camionista che ha investito Sara, invece, la procura fiorentina ha confermato le contestazioni di  omicidio stradale colposo e fuga a seguito di omicidio stradale. Secondo la ricostruzione, l ‘uomo andava oltre il limite di velocità e si sarebbe accorto troppo tardi della ragazza tentando una frenata solo all'ultimo minuto . Dopo aver travolto la giovane infine si sarebbe dato alla fuga. L'uomo, residente nel Pisano, ha sempre sostenuto di non essersi accorti dell'impatto con la ragazza che era sdraiata sull'asfalto.