“Basta alla Sicilia campo profughi d'Europa. Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere”. Sono le parole che il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini ha pronunciato da Catania, dove si è recato per sostenere il candidato a sindaco del centrodestra, Salvo Pogliese. Dalla Sicilia il leader della Lega è tornato dunque a parlare di immigrazione spiegando che l’obiettivo è salvare vite “e questo lo si fa impedendo le partenze dei barconi della morte che sono un affare per qualcuno e una disgrazia per il resto del mondo”. “Stiamo lavorando senza bacchette magiche per ottenere meno sbarchi, più espulsioni, più sicurezza e per bloccare e tagliare un enorme giro d'affari. Pregare e commuoversi non basta, lavoro perché tutti gli organismi internazionali si impegnino per fermare partenze, sbarchi e morti”, ha aggiunto ancora il leghista in una giornata durante la quale tra l'altro sono arrivate notizie di nuovi naufragi di migranti.

Salvini contestato: "Chissenefrega, ci sono cose più importanti" – Da Catania Salvini ha parlato anche della collocazione politica della Lega e dell'alleanza coi 5 Stelle: “L'alleanza con il M5s è di governo, con un patto da realizzare, non politica. Un Contratto che contiene molte iniziative previste nel programma del centrodestra. La Lega è stata, è e sarà nel centrodestra”. Il ministro a Catania ha trovato alcune decine di appartenenti ai centri sociali che lo hanno contestato e esposto un manifesto con la scritta “Salvini torna a casa” urlando slogan contro di lui. “Le contestazioni? Chissenefrega, ci sono cose più importanti che dobbiamo fare”, ha risposto Salvini. Diversi cori hanno accompagnato la lenta passeggiata di Salvini: quelli dei contestatori si sono alternati a quelli dei sostenitori del leader della Lega.

Dall'hot-spot di Pozzallo: “Italia dirà no a riforma trattato Dublino” – Nel corso della giornata Salvini si è recato anche all'hot-spot di Pozzallo, da dove ha annunciato che il governo dirà no “alla riforma del regolamento di Dublino e a nuove politiche di asilo”, e che occorre ricontrattare in Ue il dossier migranti. Secondo Salvini occorre “aprire più centri di espulsione e fare accordi con i Paesi di origine. Se si tratta di avere dei luoghi di trattenimenti dove i migranti sono chiusi e non escono dalla mattina alla sera come ora qualunque sindaco sarà d'accordo”.  Il leader leghista ha anche parlato della Tunisia come di un Paese libero e democratico “che non sta esportando gentiluomini ma spesso e volentieri esporta galeotti” e ha assicurato che parlerà col suo omologo tunisino.