“Troppe spese, a 33 anni non possiamo permetterci un figlio: siamo la generazione del sacrificio”
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Casa, mutui, spese. Soltanto qualche giorno fa abbiamo raccontato la storia di Margherita che, a 32 anni, non riesce a comprare casa da sola nonostante il suo contratto a tempo indeterminato: "Per lasciare casa dei miei genitori, sono costretta comunque a chiedere aiuto a loro", ci ha raccontato.
Dopo la storia di Margherita, anche Federico ha voluto condividere la sua. Ha 33 anni e vive insieme alla moglie in una casa acquistata con un mutuo. Hanno entrambi un lavoro, ma i soldi sembrano non bastare mai: "Se ci viene chiesto quando abbiamo intenzione di fare un figlio non sappiamo cosa rispondere: le spese sono sempre troppe e siamo costretti a rinunciare".
La storia di Federico raccontata a Fanpage.it
"Sono Federico, ho 33 anni e lavoro come impiegato. Mia moglie Sara, che ha 32 anni, è un'infermiera a partita iva. Insieme guadagniamo abbastanza bene e ci siamo potuti permettere una casa con un mutuo da 1000 euro al mese – si presenta – Fino a qui tutto bene. Ma poi ci sono le macchine, le bollette, gli imprevisti che arrivano sempre".
Lavorando come partita iva, sua moglie non gode degli stessi vantaggi di Federico: "Quando Sara sta male, non viene pagata. E nel suo lavoro succede spesso visto che c'è sia sforzo fisico che contatto diretto con persone fragili spesso malate – spiega – Allora procediamo a fare le assicurazioni, per l'invalidità, per il ricovero, per la vita, per la casa, per le macchine. Ma a un certo punto, scavando nel conto corrente, diventa tutto più difficile".
La domanda dei familiari sulla possibilità di allargare la famiglia
"La cosa più difficile diventa rispondere alla famiglia quando ci viene chiesto quando faremo un figlio. Ma al nostro benessere chi ci pensa? Ci stiamo realizzando adesso e non facciamo una vita sfarzosa. Ogni giorno fuori casa, la sera si arriva stremati, dieci giorni di vacanza l'anno se capitano. Questa è vita? – si chiede – Noi vorremmo fare un figlio ma poi che succede, dovremmo affidarlo ai nonni? Non può essere questa l'idea giusta quando pensi di fare un figlio".
E la situazione peggiora se si pensa al lavoro svolto da Sara. "Se lei smettesse di lavorare per una gravidanza, riceverebbe soltanto la metà dello stipendio medio per circa dieci mesi. Arriverebbe più o meno a mille euro. Quindi come facciamo? Ci pensiamo e ripensiamo, ma alla fine la parte economica la fa da padrona – continua – Oggi è veramente difficile formare una famiglia, mettere i conti apposto, anche pagare tutto in regola diventa un impresa. In uno stato di diritto dove la natalità è al minimo storico chi ci aiuta? Nessuno, dobbiamo cavarcela da soli, abbassiamo la testa e andiamo a lavorare. E chi non ha una famiglia alle spalle che può aiutarlo che fa?", si chiede ancora.
"A 70 anni dovremo pagare i debiti di oggi. E lavoreremo ancora"
"Viviamo per lavorare, sperando in un futuro migliore, ma questa non è la realtà, la realtà ci parla di un futuro sempre più caro, inflazione sempre crescente, costi della vita sempre più difficili da affrontare, dopo anni di studio e sacrifici siamo ancora sul pezzo per crearci un futuro. Ma che fine fa questo futuro? – si domanda nuovamente – Per non parlare della pensione che forse non vedremo mai. Siamo la generazione del sacrificio e nella maggior parte dei casi ci troveremo debiti fino a 70 anni, età in cui verosimilmente lavoreremo ancora".