“Ho 32 anni e vivo con i miei: cerco casa da comprare, ma da sola è impossibile”

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“È paradossale: per lasciare casa dei miei, devo chiedere aiuto a loro. A 32 anni con le mie sole forze non posso farcela”.

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Oltre alle difficoltà negli affitti, la ricerca della casa a Roma resta difficile anche quando si tratta di comprare. Dopo le storie di ricerche infinite, i disaccordi con i proprietari di casa per la presenza di cani o per quella di bimbi piccoli in famiglia, a raccontare la sua esperienza a Fanpage.it è stata Margherita (nome di fantasia, ndr) che sta cercando un posto dove andare a vivere come prima esperienza fuori dalla casa dei suoi genitori.

"Ho 32 anni, lavoro da tre anni a scuola: prima a tempo determinato, poi, da uno, a tempo indeterminato. È un privilegio. Eppure comprare casa a Roma, con un mutuo e senza altri aiuti oltre a me, resta comunque impensabile". La sua ricerca è iniziata da qualche mese. Alla vigilia dei 32 anni Margherita ha deciso che è ora di allontanarsi dalla casa in cui è cresciuta. "Ho un lavoro stabile, ma non ho un partner con cui dividere la spesa. Teoricamente posso chiedere un mutuo. Ma trovare una soluzione adatta a me non è facile".

La storia di Margherita: le difficoltà della ricerca per la prima casa

"Sto cercando di trovare casa a Roma da qualche mese, ma la situazione è disastrosa: per il mio reddito da insegnante, le soluzioni sono tutte over budget, soprattutto nella zona che più sarebbe comoda per me, fra Colli Albani e Lucio Sestio: le case sono nuove e costano tanto. Ma costano tanto anche se sono più vecchie: in questo caso oltre al prezzo devo valutare anche i prezzi della ristrutturazione che escludo in partenza, volendomi trasferire subito".

Così ha deciso di cambiare zona. Ma la situazione comunque resta complicata. "Dopo qualche visita che si è rivelata un buco nell'acqua, ho cambiato zona: ora sto cercando fra i Castelli Romani e Ciampino – continua Margherita, amareggiata – Ma la ricerca resta comunque un incubo".

"Sto cercando la prima casa da sola: senza l'aiuto dei miei dovrei rinunciare"

Per concretizzare il suo sogno di andare a vivere finalmente da sola, Margherita si è rivolta ad alcune figure di consulenza del settore. "Il primo fattore svantaggioso, nel mio caso, è che sono sola: non cerco casa con un partner, ma per me soltanto. È la prima casa, la prima esperienza fuori dalla casa dei miei genitori e ho bisogno di indipendenza – aggiunge – Mi reputo fortunata: secondo loro non è totalmente escluso che la banca possa concedermi un mutuo", spiega.

"Ma è altamente probabile che debba chiedere aiuto ai miei genitori, o almeno a uno, per avere un garante: non essendo in coppia, non avendo un'altra persona con cui dividere le spese che venga a vivere con me, se perdo il lavoro l'unica persona che può garantire è un genitore – sottolinea – È un cane che si morde la coda: per vivere una vita più indipendente e andare via dalla casa dei miei genitori, devo comunque dipendere dai miei genitori per tranquillizzare la banca".

Un cane che si morde la coda: "Voglio uscire di casa, ma devo chiedere aiuto ai miei"

La voglia di iniziare una nuova vita, a quasi 32 anni, c'è tutta. "È tutto estremamente complicato: la voglia di uscire di casa c'è, così come quella di fare passi avanti da sola. Ma con il mio attuale stipendio non è che possa permettermi un granché". E le difficoltà restano anche se è in cerca di una prima casa, dalle dimensioni contenute.

"L'affitto l'ho escluso a prescindere: a questa età credo, almeno per me, che la cosa migliore sia investire a lungo termine – spiega – Da una parte penso che sia giunta l'ora di andarmene di casa. So che molti credono anche che dovrei sbrigarmi, avendo superato i trenta già da un po'. Ma è sbagliatissimo: non è più come una volta. Con il mio lavoro e le mie sole forze non è pensabile".

E così arriva l'alternativa: "L'unico modo per avere un po' più di soldi da parte è fare ripetizioni o comunque cercarsi un altro lavoretto per arrotondare. Ma in ogni caso non si tratta mai di un'entrata fissa su cui poter contare – conclude poi – Oggi anche se si raggiunge l'età per uscire di casa, nella maggior parte de casi mancano le possibilità. E non si può fare finta che non sia così".

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