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Triplice omicidio a Prati (Roma)

Triplice omicidio a Prati, il killer: “Ho ucciso le donne cinesi, ma non Martha Torres”

Domani l’autopsia sui corpi delle tre donne. Manca all’appello l’arma del delitto utilizzata da De Pau nei due appartamenti. Secondo l’uomo, nella casa d’appuntamenti di via Riboty ci sarebbe stata anche un’altra persona. Il reo confesso si è dichiarato estraneo all’omicidio di Martha Castano Torres in via Durazzo.
A cura di Emilio Orlando
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"Di quegli istanti, ricordo solo tanto sangue. Non ricordo di essere stato in quella casa (quella di via Durazzo), mi contestate due omicidi, quindi non avrebbe senso negarne un terzo". È l'incipit della confessione di Giandavide De Pau, conosciuto negli ambienti criminali come "Davide il biondo", la confessione fiume durata dodici ore subito dopo essere stato fermato dalla polizia e dai carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci.

Prima di essere trasferito nel carcere romano di Regina Coeli, ha chiuso la sua ammissione di responsabilità per il duplice delitto delle donne squillo cinesi sottolineando: "Ricordo di essere stato nella casa di via Riboty con delle ragazze cinesi e di avere tamponato la ferita alla gola di una di loro ma poi ho un black out, non ricordo più nulla. Non ricordo di essere stato in via Durazzo".

Tre donne barbaramente uccise, un sospettato in cella, il movente che non è stato ancora chiarito e la lama utilizzata per le "mattanze" che non è stata ancora ritrovata. La prima ad aver intuito le responsabilità di "Davide il biondo", ex autista e guarda spalle del boss della camorra Michele O Pazz'" all'anagrafe Michele Senese, trapiantato a Roma a metà degli anni '80, è stata la sorella Francesca, che dopo averlo visto rincasare e adagiarsi sul divano con i vestiti sporchi di sangue ha chiamato i carabinieri della stazione di Montemario dicendo: "Penso sia lui la persona che state cercando".

L'uomo, secondo la ricostruzione del procuratore capo Francesco Lo Voi e dell'aggiunto Michele Prestino, dopo i delitti avrebbe parcheggiato la sua "Toyota Yaris" con i sedili ancora sporchi di sangue davanti al portone di un palazzo in via Milazzo. "Ho vagato per due giorni senza mangiare né dormire. Sono andato a casa di mia madre e mia sorella con i vestiti ancora sporchi di sangue. Ero stravolto e mi sono messo a dormire per due ore sul divano e poi, alle 6 di mattina, sono arrivati i poliziotti che mi hanno fermato".

Gli investigatori attendono i risultati dell'autopsia che si svolgerà domani mattina all'istituto di medicina legale del policlinico Gemelli, dove il perito incaricato dalla procura dovrà stabilire se le ferite mortali e quelle più superficiali sono state provocate, sulle due scene del crimine e sui tre cadaveri, dallo stesso tipo di arma bianca. Sul movente ancora nessun riscontro investigativo. Tra le ipotesi formulate anche quella legata all'uso di sostanze stupefacenti da cui De Pau era un dipendente cronico, circostanza avvalorata anche da alcuni certificati del Sert che sono al vaglio della squadra mobile per verificarne l'autenticità.

Giandavide De Pau, con precedenti penali per violenza sessuale, associazione per delinquere, narcotraffico e lesioni, si era "eclissato" dopo l'ultimo arresto con Michele Senese, dove durante le indagini erano emerse pesanti responsabilità sul suo coinvolgimento nell'operazione "Alba Tulipano". Negli ultimi due anni, De Pau, oltre ad aver cominciato un commercio di orologi di lusso, aveva aperto con un socio un allevamento di asini in Abbruzzo, per cambiare vita. In una intercettazione ambientale, dove Giandavide De Pau, parlava con un altro indagato emerge tutta la sua pericolosità e la sua tendenza ai repentini cambi d'umore capaci di farlo passare dalla pacca sulla spalla a pugno in un secondo: "Quando me se cambia la testa, capito? Dopo divento freddo, non mi altero più, io dopo faccio in modo che la gente muoia, perché muoiono… poi scateno addosso l'inferno…". Queste parole, che nelle intercettazioni del 2020, sembravano essere i vaneggiamenti di un mitomane e di un esaltato, riascoltate oggi assumono un significato sinistro, solo per il duplice omicidio delle escort cinesi dove De Pau ha reso un'ampia e dettagliata confessione.

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