Sorelline costrette a restare sveglie tutta la notte e punite con la cintura: padre e compagna rinviati a giudizio
Erano costrette a rimanere sveglie durante la notte come punizione quando non finivano i compiti, venivano umiliate e picchiate con una cintura o con un cucchiaio di legno. Vittime delle ripetute violenze domestiche sono due bambine di dieci e dodici anni della provincia di Frosinone, aggredite fisicamente e verbalmente dal padre e dalla sua nuova compagna. Per questa vicenda il giudice ha rinviato a giudizio i due adulti e dovranno rispondere dell'accusa di concorso in maltrattamenti contro i familiari o conviventi, aggravati dal rapporto di parentela. A difendere la coppia gli avvocati Roberto Filardi e Giovanna Liburdi.
A segnalare i maltrattamenti è stato il personale sanitario dell'ospedale, che ha visitato una delle bambine dopo un accesso al pronto soccorso, per una ferita sanguinante alla testa. Sul corpo infatti la giovane aveva vari lividi e morsi, che hanno subito messo in allerta i medici, i quali hanno contattato le forze dell'ordine. Secondo quanto è emerso in sede d'indagine, come riporta Il Messaggero, quando le bambine non finivano tutti i compiti venivano punite, costrette a rimanere sveglie per tutta la notte.
Punizioni anche fisiche, inferte con una cintura o un cucchiaio di legno. In un episodio una delle due bambine, cadendo per sfuggire alle percosse del padre, ha battuto la testa, procurandosi una ferita lacero-contusa alla fronte e ha avuto bisogno di cure mediche in ospedale, perché perdeva molto sangue. Sarebbe stato proprio quest'ultimo caso a portare alla luce la spirale di violenze domestiche alle quali erano costrette le due sorelline. Una delle due bambine, che aveva un rapporto particolare con il cibo, veniva costretta a mangiare. Le minori hanno mostrato, come poi è emerso dalle indagini successive, segnali di disagio psicologico e alimentare.
I due adulti minacciavano le bambine di non raccontare nulla alla loro madre. Erano infatti affidate al padre perché la donna ha purtroppo gravi problemi di salute. I servizi sociali hanno allontanato le minorenni dal padre e dalla sua compagna e le hanno collocate in una struttura protetta. Tutti e due sono stati rinviati a giudizio e devono rispondere delle accuse a proprio carico davanti al giudice.