Aggressioni in minicar a Roma: denunciato il furto di un’auto simile a Monteverde
Potrebbe essere un'automobile rubata la minicar che sta seminando il panico a Roma, nel quartiere di Monteverde dove, qualche giorno fa, è stata sporta denuncia per il furto di una vettura simile. Nel frattempo, mentre l'attore Davide Iacopini, l'uomo che ha avuto la peggio da una delle aggressioni, continua il suo decorso postoperatorio dopo essere stato ricoverato in gravi condizioni, le indagini non si arrestano. Gli inquirenti stanno svolgendo accertamenti e verifiche per rintracciare i due responsabili delle aggressioni, che sarebbero almeno sei. Per farlo, oltre ad affidarsi agli identikit di chi ha deciso di condividere la propria testimonianza, le immagini riprese dai video di sorveglianza della zona sono al vaglio degli inquirenti.
La denuncia del furto della minicar: "Anche la nostra era nera"
La denuncia è arrivata venerdì scorso nella caserma dei carabinieri. A sporgerla per il furto di una minicar nera, come quella utilizzata per le aggressioni nel quartiere, un uomo che risiede nella zona e che ha figli minorenni. Non appena appreso della minicar rubata, la Procura ha avviato degli accertamenti per ricostruire il furto: quando è stata rubata e se possa essersi effettivamente trattato della stessa minicar su cui viaggiavano gli autori delle aggressioni fra Monteverde e Testaccio. Fino a questo momento, però, non sono emersi elementi decisivi e l'uomo non risulta indagato.
Le indagini sulle aggressioni con la minicar a Monteverde
Nel frattempo continuano le indagini per cercare di identificare i due giovani che si trovavano a bordo della minicar nelle serate del 4 e del 5 ottobre scorsi, basandosi anche sugli identikit forniti dalle vittime che, oltre a condividere l'aspetto delle persone, hanno raccontato di un'ammaccatura sul cofano dell'auto. I ragazzi, secondo le descrizioni fornite dai testimoni, avrebbero un‘età compresa fra i 16 e i 18 anni e avrebbero i capelli biondi.
Non appena appreso del furto di una minicar simile, che potrebbe essere stata utilizzata per compiere le aggressioni, sono scattati nuovi accertamenti sul caso. Gli inquirenti stanno analizzando ulteriori immagini di videosorveglianza per cercare di identificare i responsabili delle sei aggressioni.