video suggerito
video suggerito

Sgombero del centro sociale Laurentino 38 a Roma: celere sul posto, attivisti salgono sul tetto

La polizia sta sgomberando il centro sociale Laurentino 38, storica occupazione romana che va avanti da 35 anni. Sul posto la Digos con il Reparto Mobile, gli attivisti sono saliti sul tetto.
A cura di Redazione Roma
0 CONDIVISIONI
Immagine

È in corso lo sgombero del centro sociale Laurentino 38 a Roma. Occupato dal 1991, l’immobile è da tempo al centro di una controversia con Ater Roma, che ne rivendica il possesso. L’ente aveva pubblicato sul proprio sito un avviso di sgombero, scaduto il 2 marzo, facendo presagire un intervento con la forza pubblica. L’operazione è attualmente in corso. ul posto la Digos di Roma e gli agenti del Reparto mobile. Nella struttura sono presenti circa quaranta militanti, che hanno cercato di impedire l'accesso alle forze dell'ordine: nessuna tensione tra attivisti e polizia si è al momento verificata.

"Gli operai ATER stanno sfondando ogni singola casa di L38Squat – il messaggio diffuso dagli occupanti -. In quartiere ci sono decine di case vuote da ristrutturare, gente che vive senza riscaldamenti, senza ascensori, con l'acqua che piove in testa tra la muffa perenne e oggi ATER distrugge 20 case del sesto ponte". Alle 16 è stato organizzato un presidio di solidarietà nel quartiere Laurentino.

Presidio alle 16 al Laurentino

"È arrivata una colonna di mezzi della celere. Noi siamo sul tetto del sesto ponte occupato e fuori c'è già un presidio solidale – la nota diffusa dagli occupanti -. Davanti a noi il cantiere Ater del quinto ponte: case per cui abbiamo lottato con chi abita in quartiere, case che ancora restano vuote e incompiute. Da oggi vogliono distruggere anche le case dove siamo cresciuti, dove è passata gente da ogni parte del mondo, case che abbiamo costruito e curato giorno per giorno. Chiamiamo tutti a raggiungerci in via Domenico Giuliotti. Non gli regaliamo nulla, non gli regaliamo il posto dove sogniamo e lottiamo, non gli regaliamo una sola lacrima. Per chi può da ora in poi venite al Laurentino 38″.

La storia dei Ponti

La storia dei ‘ponti' del Laurentino parte da lontano. Su via Ignazio Silone si susseguono una serie di ponti che, nel progetto originario, avrebbero dovuto ospitare gli spazi commerciali del quartiere. Si tratta di passaggi pedonali coperti affiancati da file di serrande, pensate per accogliere negozi e servizi.

Come spesso accade nelle periferie romane, però, quel progetto non si è mai concretizzato: nessuna attività ha mai aperto e quei luoghi sono diventati nel tempo spazi segnati da una forte marginalità sociale, con dilagare di criminalità e soprattutto spaccio di droga. La loro stessa conformazione li ha trasformati in ‘vedette' perfette: via Ignazio Silone è una strada ad anello e, da sopra i ponti, era facile controllare eventuali arrivi delle forze dell’ordine. In questo contesto nessun negozio ha mai aperto e, in sostanza, i ponti non hanno mai svolto la funzione per cui erano stati progettati.

In questo contesto, circa 35 anni fa, è stato occupato il Sesto Ponte al Laurentino 38, trasformato in uno squat abitativo. Divenuto negli anni un punto di riferimento per l’area antagonista e anarchica romana, L38Squat ha ospitato eventi, assemblee, corsi, una palestra e una radio. Oggi è in corso lo sgombero, con Ater che vuole rientrare in possesso dei locali.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views