Sequestra la ex a Natale e la violenta: condannato a 7 anni e 7 mesi. Le diceva: “Se non stai con me ti uccido”

Ha sequestrato e violentato la ex il giorno di Natale: per il trentunenne E.R. accusato di violenza sessuale aggravata, stalking e sequestro di persona è scattata la condanna a 7 anni e 7 mesi. Lo stupro rappresenta, però, soltanto il culmine di una relazione di 7 mesi fatta di abusi e violenze. E.R. aveva costretta la compagna a chiudere ogni rapporto esterno, con la famiglia e con la sua cerchia di amicizie. All'epoca il giovane faceva uso si sostanze stupefacenti e, secondo le accuse, in più occasioni l'avrebbe violentata, insultata e picchiata. Dopo gli abusi arrivavano le minacce: qualora avesse rivelato cosa accadeva fra i due ai suoi genitori, lui avrebbe rovinato la vita a lei e ai suoi familiari.
Lo stupro il giorno di Natale: "Se non fai come ti dico, ti soffoco col cuscino"
Il culmine è stato raggiunto il giorno di Natale quando il trentunenne ha sequestrato nella sua abitazione la ragazza, chiudendola a chiave in camera. Una volta dentro, l'ha violentata, costringendola a inviare un messaggio rassicurante alla mamma prima di prenderle il telefonino per non permetterle di chiamare aiuto e le chiavi dell'automobile, affinché non potesse scappare in alcun modo. "Se non fai come ti dico, ti soffoco col cuscino", le avrebbe detto costringendola a subire un rapporto sessuale. "Se parli ti taglio la gola", avrebbe aggiunto una volta concluso. Questo è stato soltanto l'ultimo episodio di una serie di violenze psicologiche, verbali e anche fisiche che la giovane ha subito durante la relazione con E.R.
Dopo quell'ultima violenza, avvenuta nella notte fra il 25 e il 26 dicembre del 2023, la giovane ha deciso di troncare la relazione con l'uomo e raccontato tutto ciò che era stata costretta a subire alla madre.
L'arrivo in ospedale e il percorso con il centro antiviolenza
Madre e figlia si sono presentate all'ospedale dove sono state refertate le ferite riportate dalla giovane, fra cui una costa rotta. Poi, dopo l'attivazione del codice rosa necessario in questi casi, sono state indirizzate a un centro antiviolenza che ha fornito alla giovane assistenza legale e psicologica e l'aiuto necessario per farsi strada e uscire fuori dalla spirale di violenza in cui era finita durante questa relazione abusante. L'ultima udienza sul caso si è tenuta lo scorso venerdì, 3 luglio 2026. La sentenza, invece, è stata pronunciata oggi. Già trasferito nel carcere di Regina Coeli, l'uomo è stato condannato per atti persecutori, sequestro di persona e violenza sessuale a 7 anni e sette mesi, uno in meno rispetto a quanto chiesto nell'ultima udienza.
La spirale della violenza in cui era finita la giovane
Lo stupro nella notte di Natale è stata soltanto l'ultimo episodio di violenza: i sette mesi di relazioni vissuti dalla coppia sono stati caratterizzati dagli abusi e dal controllo con cui E.R. monitorava la compagna, quello che faceva e chi frequentava. I due hanno iniziato a frequentarsi prima dell'estate 2023. Da quando ha iniziato la frequentazione la giovane è stata costretta dal compagno a chiudere tutte le amicizie maschili e a ridimensionare le femminili. Le impediva di uscire per fare aperitivo con le amiche. Durante la vacanza dell'estate del 2023, organizzata prima della frequentazione con E.R. con un gruppo di amici, è stata tempestata di telefonate e messaggi tanto da essere costretta a rientrare prima dei tempi stabiliti.
Era controllata dall'uomo: prima di pubblicare un video o delle foto nei suoi account, dovevano passare per il giudizio del compagno e, qualora non li reputasse idonei, non potevano andare online, ma anzi dovevano essere cancellati. La giovane, come spesso accade in questi casi, è stata costretta a cambiare le abitudini di vita e aveva iniziato a vivere nel terrore, sotto pressioni psicologiche e minacce. Qualora non avesse risposto al telefono, E.R. si sarebbe presentato sotto casa della ragazza. "Mi attacco al citofono e faccio un casino", l'ha minacciata più volte. "Se non fai come ti dico, tu non torni a casa", le ha ripetuto, fino a quando la giovane non ha deciso di rivelare la situazione che stava vivendo alla madre. E di chiedere aiuto.