Rubato il tabernacolo nella cappella dell’Aurelia Hospital, dentro c’erano ostie consacrate

All'Aurelia Hospital c'è stato il furto del tabernacolo nella capella. Al suo interno c'erano ostie consacrate, che per la Chiesa cattolica sono il corpo di Gesù Cristo. È successo nella mattinata di ieri, martedì 16 giugno. Ad accorgersi del furto è stato il cappellano ospedaliero. Oltre al tabernacolo sono state portate via le offerte dei fedeli.
La Diocesi di Roma ha reso noto l'accaduto con un comunicato ufficiale. "Intorno alle ore 10 è stato scoperto il furto del tabernacolo custodito nella cappella della casa di cura polispecialistica Aurelia Hospital di Roma" si legge nella nota della Diocesi. "Il tabernacolo, di notevole peso e contenente particole consacrate, è stato rimosso dal proprio piedistallo a cui era ancorato e portato via. Sono state inoltre sottratte le offerte contenute nei candelieri votivi presenti nella cappella".
"Dolore per atto sacrilego"
Sull'episodio è intervenuto il monsignor Stefano Sparapani, vescovo ausiliare del settore Ovest della Diocesi di Roma: "Esprimiamo il nostro dolore per l’ennesimo atto sacrilego compiuto nei confronti di una chiesa e dell’Eucaristia.
Siamo profondamente addolorati e affranti anche per i tanti malati che trovano conforto e sostegno spirituale in questa cappella. Affidiamo al Signore quanti vivono quotidianamente questa realtà, medici, personale ospedaliero e pazienti, e auspichiamo che la cappella possa tornare al più presto a essere pienamente luogo di preghiera e di consolazione per tutti".
La Diocesi di Roma ha inoltre informato i fedeli che verrà collocato un nuovo tabernacolo al posto di quello rubato: "Verrà celebrato un rito penitenziale congiunto alla celebrazione eucaristica, quale momento di preghiera e di riparazione per l’accaduto, aperto alla partecipazione della comunità ospedaliera e dei fedeli".
Profanazione delle chiese di Roma
Non è la prima volta che a Roma avvengono atti di profanazione. Il 27 maggio nella parrocchia di San Paolo della Croce al Portuense, ignoti hanno imbrattato il pavimento del bagno con feci, rovesciato a terra l'olio santo, imbrattato la tovaglia dell'altare con un pennarello e danneggiato un'immagine della Madonna.
Il 9 settembre 2025 una donna ha lanciato una busta contenente feci contro alcuni affreschi della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Piazza della Repubblica. Nella parrocchia San Nicola di Bari a Ostia il 25 novembre 2025 ignoti si sono introdotti nella chiesa, lasciando escrementi umani in diversi punti, incluso l'altare.