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Feci sul pavimento della chiesa di San Paolo della Croce a Portuense, in 4 messi in fuga dal prete

Quattro persone hanno fatto irruzione nella parrocchia di San Paolo della Croce in zona Portuense a Roma e hanno commesso diversi atti vandalici. Alla vista del sacerdote sono scappati.
La chiesa parrocchiale di San Paolo della Croce in via Poggio Verde, Portuense
La chiesa parrocchiale di San Paolo della Croce in via Poggio Verde, Portuense

Feci sul pavimento del bagno, l'olio santo rovesciato a terra, la tovaglia dell'altare imbrattata con un pennarello e un'immagine sacra della Madonna danneggiata. È il bilancio dell'incursione effettuata ieri, mercoledì 27 maggio, da ignoti, nella parrocchia di San Paolo della Croce in via Poggio Verde, zona Portuense.

Il gruppo, composto da quattro persone, si è introdotto di soppiatto all'interno del luogo di culto, ma l'atto vandalico è stato interrotto dal sacerdote: allertato dai rumori, il prete si è precipitato all'interno, mettendole in fuga. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia Scientifica, che hanno effettuato i rilievi per ore, tanto che la chiesa è rimasta chiusa al pubblico per tutto il pomeriggio.

Escrementi nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Non è la prima volta che un edificio sacro nella Capitale viene preso di mira per atti di profanazione: ci sono almeno due precedenti tra Roma e Ostia. Lo scorso 9 settembre 2025, una donna si è confusa fra turisti e pellegrini ed è entrata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Piazza della Repubblica. Dopodiché ha aperto il proprio zaino e ne ha tirato fuori una busta contenente feci, lanciate contro alcuni affreschi. Per fortuna le opere erano protette da uno strato di plexiglass. L'autrice del gesto, una sessantenne senza fissa dimora, è stata identificata e denunciata per danneggiamento di posti sacri e religiosi.

Feci nella parrocchia di San Nicola di Bari a Ostia

Un altro caso ancor più recente è quello della parrocchia San Nicola di Bari a Ostia, dove il 25 novembre 2025, solo due mesi dopo l'atto vandalico a Piazza Esedra, in una nota il Vicariato di Roma ha fatto sapere che "ignoti si sono introdotti nella chiesa, compiendo un gesto di profonda profanazione: escrementi umani sono stati rinvenuti in diversi punti dell'edificio, incluso l'altare, luogo riservato al Sacrificio Eucaristico". A scoprire l'aula liturgica in quelle condizioni è stata una segretaria del luogo di culto. Poco dopo il parroco ha indetto una messa solenne come "atto di riparazione", non prima di aver informato le forze dell'ordine, che indagano su questi fatti.

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