Hanno rubato un totale di otto defibrillatori dalle stazioni della metro A di Roma per poi rivenderli. Due giovani originari della Campania, rispettivamente di 30 e 27 anni, sono stati posti a fermo dalle autorità giudiziarie per furto aggravato in concorso. Non solo: è stato individuato anche uno degli acquirenti, subito denunciato per ricettazione. Le indagini sono partite in seguito alla denuncia del personale Atac alla polizia del commissariato Appio, spiegando che dalla fine di agosto sono stati rubati i defibrillatori lungo la tratta che va da Arco Travertino fino a Giulio Agricola, ciascuno dal valore di 2000 euro e riposti nelle teche all'ingresso delle stazioni. Gli agenti hanno subito avviato le indagini ottenendo dal personale di sicurezza le riprese delle videocamere, nel tentativo di risalire ai momenti in cui la coppia di ladri ha agito.

I due giovani incastrati dalle telecamere

Grazie alle immagini video le autorità hanno scoperto che i furti sono stati commessi da un uomo e una donna, ricostruendo così il loro modus operandi. La coppia ha sempre agito nel momento in cui le stazioni erano deserte: per prima cosa rimuovevano i sigilli in plastica dalle teche, per poi rubare i defibrillatori e nasconderli all'interno di un zaino, e infine allontanarsi dall'ingresso delle stazioni. Indagini più accurate hanno permesso di individuare i ladri e pedinarli fino al loro rifugio, situato all'interno di una falegnameria in disuso. Una volta entrata, la polizia ha trovato un defibrillatore trafugato lo scorso 12 ottobre dalla stazione di Porta Furba, oltre allo zaino e gli abiti usati per i colpi, una carta prepagata e il cellulare usato per mettersi in contatto con i clienti interessati ad acquistare la refurtiva, messa in vendita su internet. Da qui il fermo per l'uomo e la donna, convalidato dall'autorità giudiziaria. Per i due è adesso scattato il divieto di dimora nel Comune di Roma e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel frattempo le autorità proseguono con le indagini per risalire all'identità degli altri acquirenti dei defibrillatori rubati.