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Roma Pride, tre aggressioni con spray al peperoncino: colpito il carro delle Famiglie Arcobaleno con i bambini

Tre diversi attacchi con spray al peperoncino durante il Gay Pride di sabato 20 giugno a Roma. Colpito il trenino fucsia delle Famiglie Arcobaleno e il carro di Gender X.
Manifestanti sul carro di Gender X si coprono la bocca con fazzoletti bagnati
Manifestanti sul carro di Gender X si coprono la bocca con fazzoletti bagnati

Spray urticante contro il trenino fucsia delle Famiglie Arcobaleno e il carro di Gender X al Roma Pride 2026. Sono attacchi ripetuti quelli alle due associazioni per i diritti delle persone LGBTQIA+ e delle famiglie omogenitoriali, in corteo sabato 20 giugno per le strade della Capitale. Tre aggressioni che hanno coinvolto anche i bambini e le bambine presenti, oltre al carro di Pantheon Party, che sulla propria pagina Instagram ha postato un video in cui si vedono alcuni manifestanti costretti a coprirsi occhi e bocca con dei fazzoletti. Gli assalti si sarebbero verificati rispettivamente alla partenza del cordone in piazza della Repubblica, poco dopo il Colosseo in via di San Gregorio e all’arrivo alla Pride Croisette in viale delle Terme di Caracalla.

Il video di Pantheon Party: "Ratti fascisti hanno attaccato poco dopo il Colosseo"

Sull'account legato a BDSM Pantheon Roma la didascalia che accompagna il video recita: "Ci sono stati momenti di tensione ieri, verso la fine della parata, quando due persone (probabilmente due esponenti di destra sgusciati dalle fogne) hanno attaccato il carro di Gender X". Ma anche quello dell'organizzazione di eventi a tema queer, in coda al primo, sarebbe stato investito dalla nube urticante: "Ce la siamo cavata con bruciori di gola, un po' di agitazione e una persona che ha avuto bisogno di un controllo della Croce Rossa". Per gli autori del post l'intento è chiaro: "Farci sentire insicuri, in pericolo, non farci combattere. Ma siamo in piazza per questo, per tutti, per quelli che non se la sentono e non possono", conclude il testo.

Le tre aggressioni al trenino fucsia delle Famiglie Arcobaleno

A denunciare l'accaduto sono state le stesse famiglie presenti alla sfilata: "Il trenino delle Famiglie Arcobaleno è stato oggetto di attacchi in tre occasioni durante il corteo. Il primo è avvenuto alla partenza in piazza della Repubblica, la seconda una volta superato il Colosseo — in una doppia offensiva che ha interessato anche il carro di Gender X — e la terza quasi all’arrivo alla Pride Croisette. Il più grave, in termini di conseguenze, è stato quello lungo via di San Gregorio, che ha investito genitori, bambini e bambine presenti sul trenino, insieme alle persone che sfilavano accanto". Tra i sintomi descritti dalle vittime dell'attacco ci sono stati bruciore agli occhi, al naso e alla gola, tosse persistente e senso di soffocamento: "In alcuni casi è stato necessario l’intervento del personale sanitario".

La presidente di Famiglie Arcobaleno: "La politica deve pesare le dichiarazioni"

In questo contesto sono arrivate le parole della presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno Alessia Crocini: il timore è che dietro gli attacchi ci possa essere "un movimento organizzato di persone omolesbobitransfobiche". Da qui, l'appello alla classe dirigente del Paese: "Il clima politico che stiamo vivendo in questi anni non fa che alimentare la cultura dell’odio e della discriminazione. Cogliamo l’occasione per richiamare la politica, anche quella di estrema destra, alla responsabilità e la invitiamo a pesare le dichiarazioni perché le parole sono macigni e da troppo tempo le persone, considerate da alcuni ‘anormali', vengono schiacciate dall’omolesbobitransfobia".

Gli attacchi di aprile a Gender X nella sede del Pigneto a Roma

Nel mese di aprile 2026, l'associazione Gender X ha subito diversi episodi di intimidazioni e violenze nella propria sede di via Augusto Dulceri, nel quartiere Pigneto di Roma, in zona Casilina. L'ultima il 22, con colpi alla porta dello stabile, che hanno anche rotto un vetro, insulti e minacce — "non uscite che ve damo foco" — e muri imbrattati con delle svastiche. Dopo quella volta i presunti aggressori erano stati identificati come giovani di un'età compresa tra i 16 e i 18 anni.

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