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Rapinano rider, poi massacrano prete causandogli emorragia cerebrale: arrestati minori, colpivano sulla metro C

Un rider rapinato del proprio monopattino, un sacerdote massacrato di botte lasciato a terra con un’emorragia cerebrale: questi gli efferati crimini di cui sono accusati due minori a Roma, arrestati dai carabinieri.
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Due minorenni sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca con rapina aggravata e lesioni personali aggravate e portati in una comunità. I due giovanissimi, studenti di 15 e 17 anni, sarebbero gli autori di due episodi efferati avvenuto uno il 14 marzo e l'altro il 4 maggio. Nel primo avrebbero rapinato un rider, che gli ha dovuto consegnare i documenti personali e le carte di pagamento. Nel secondo hanno pestato per futili motivi un sacerdote, provocandogli lesioni gravissime e una lesione cerebrale. Entrambi questi avvenimenti sono avvenuti nei pressi delle fermate della metro C, dove i due si muovevano per compiere questi atti.

Indagini ancora in corso: si cercano complici

Non è escluso che vi siano altre vittime dei due, che magari non hanno denunciato. Le indagini dei carabinieri stanno proseguendo per risalire a eventuali complici: è possibile, infatti, che altri ragazzi abbiano partecipato alle rapine e ai pestaggi.

I crimini commessi lungo la linea C della metro

Il primo episodio di cui i due sono accusati è avvenuto il 14 marzo scorso vicino la fermata della metro C a Torre Angela. Un uomo di 37 anni, originario del Nepal, è stato aggredito dai due minori, che non solo gli hanno rubato il monopattino elettrico, ma lo hanno anche costretto a consegnare i documenti e le carte di pagamento. Il secondo episodio, invece, ha rischiato di finire in tragedia. La sera del 4 maggio, nei pressi della metro a Torre Gaia, hanno massacrato di botte un prete per motivi inutili. Il religioso non è riuscito a difendersi dalle botte dei due, che lo hanno lasciato a terra con una gravissima emorragia cerebrale che ha reso necessario un ricovero d'urgenza. Adesso, sono stati individuati e arrestati. Portati in comunità, saranno ascoltati nei prossimi giorni dal giudice, in modo da poter dare la loro versione dei fatti.

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