Momenti di paura in un palazzo tra Tiburtino e Pietralata, dove i residenti hanno avvertito degli spari all'interno del condominio in via Gian Bistolfi. Tredici proiettili, esplosi uno dopo l'altro, contro la porta di un'abitazione al primo piano al cui interno vive una donna di quarant'anni con i suoi due figli. I fatti sono accaduti martedì scorso 19 gennaio, nella periferia Est della Capitale. Erano circa le ore 17 quando una persona, della quale al momento non si conosce ancora l'identità e sulle cui tracce lavorano gli investigatori della Polizia di Stato, dopo essersi intrufolata nell'edificio passando dall'ingresso principale e, una volta raggiunto il pianerottolo, ha estratto la pistola aprendo il fuoco, puntando verso l'ingresso dell'appartamento. Uno dei proiettili ha bucato la porta ed è arrivato in casa. La donna avvertito il rumore degli spari è scappata, spaventata per ciò che stava accadendo, lasciando in casa i suoi figli. Si è lanciata dal balcone ed è rimasta ferita, per cui ha avuto bisogno di ricorrere a cure mediche. Successivamente l'aggressore si è dato alla fuga, lasciando il palazzo, così com'è entrato e facendo perdere le proprie tracce.

Indagini sugli spari nel palazzo in via Gian Bistolfi

I residenti preoccupati hanno dato l'allarme, chiamando il Numero Unico delle Emergenze 112, spiegando di aver udito degli spari e chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine e di un'ambulanza. Sul posto, ricevuta la segnalazione alla Sala Operativa, sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Sant'Ippolito, diretto da Roberto Cioppa, che hanno svolto i rilievi del caso e ascoltato i presenti. I poliziotti hanno rinvenuto tre bossoli sul pianerottolo davanti all'appartamento in cui sono stati esplosi i colpi e hanno parlato con la donna e i suoi due figli, per cercare di ricostruire l'accaduto. Gli agenti ora indagano per risalire all'autore del gesto. Di aiuto alle indagini potrebbero rivelarsi eventuali immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza che, qualora fossero presenti, potrebbero aver immortalato l'aggressore in fuga. Al momento non si esclude nessuna pista. La quarantenne è stata trasportata al vicino ospedale Sandro Pertini, dov'è stata medicata per le escoriazioni riportate, fortunatamente le sue condizioni di salute non destano particolare preoccupazione.