Prof stende studente con una mossa di judo per una scarpa calpestata a Latina: rischia il processo

Un professore quarantenne avrebbe steso a terra uno studente con una mossa di judo all’interno del liceo scientifico G.B. Grassi di Latina per una scarpa calpestata. Per questo episodio, denunciato dai genitori del ragazzo, l’insegnante rischia il rinvio a giudizio con le accuse di abuso dei mezzi di correzione e lesioni aggravate. Sulla vicenda è intervenuta la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, che ha espresso "profonda preoccupazione".
Per la difesa era solo un gioco affettuoso
Secondo l'accusa, il docente avrebbe afferrato e atterrato lo studente dopo che questo, al cambio dell'ora, gli aveva pestato una scarpa. Solo un gioco, un gesto affettuoso, per la difesa. In ogni caso, "si tratta di un episodio estremamente grave – ha dichiarato Sansoni – che, qualora confermato nelle sue dinamiche, rappresenterebbe una ferita profonda ai principi educativi, al rispetto della persona e alla tutela dei diritti dei minori all'interno degli ambienti scolastici, luoghi che devono essere sempre sinonimo di crescita, sicurezza e protezione".
La Garante ha sottolineato come ogni forma di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di un adolescente sia inaccettabile, soprattutto se proveniente da figure adulte con responsabilità educative. "La scuola deve essere presidio di legalità, dialogo e formazione. È impensabile che possano verificarsi comportamenti lesivi della dignità e dell'incolumità di uno studente", ha aggiunto Sansoni, annunciando di essersi attivata per seguire da vicino l’evoluzione del caso.
La garante dell'infanzia: "Venga fatta luce sull'accaduto"
L’Autorità garante ha fatto sapere di stare monitorando la vicenda con la massima attenzione, con l’obiettivo di garantire la tutela del minore coinvolto e verificare che vengano rispettati tutti i suoi diritti. "Siamo pronti a introdurre ogni azione necessaria nell'interesse del ragazzo e della sua serenità psicofisica. È fondamentale che venga fatta piena luce sull'accaduto e che eventuali responsabilità siano accertate nelle sedi competenti", ha concluso. Intanto resta aperto il fronte giudiziario: per il docente si profila il possibile rinvio a giudizio, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’episodio.