Personale non vaccinato e non qualificato, pazienti in sovrannumero, mancanza dei piani di assistenza individuali, turni di servizio: questo quanto trovato dai carabinieri del Nas in venti strutture per anziane del basso Lazio. L'operazione, condotta stamattina in accordo con il ministero della Salute, ha riguardato oltre 500 strutture in tutta Italia. L'esame nel Lazio non è stato superato da 18 stabili per anziani a Latina e da due a Frosinone. In altri, invece, sono state riscontrate irregolarità amministrative, per le quali sono state elevate sanzioni fino a 2mila euro. In particolare, a causa delle gravi mancanze e del personale non vaccinato, a Rieti una struttura è stata chiusa e i pazienti anziani trasferiti.

A preoccupare è stata soprattutto la mancata copertura vaccinale di alcune persone tra i lavoratori della struttura, un problema grave che potrebbe – come già purtroppo successo in un caso nel Lazio – scatenare un focolaio tra i pazienti anziani e fragili delle strutture. Una situazione grave che le autorità sanitarie vogliono assolutamente evitare, soprattutto ora che nella regione i contagi sono in diminuzione e la pressione sugli ospedali si sta allentando.

Controlli dei Nas in tutta Italia

Le verifiche si sono rese necessarie a causa del perdurare dello stato di emergenza sanitaria legata al coronavirus che, com'è tristemente noto, in varie fasi della pandemia ha colpito duramente proprio le strutture per anziani, dove il virus si è diffuso più facilmente. Vista anche la recente ordinanza del ministero della Salute, che consente l'accesso a familiari e visitatori in queste strutture, si è deciso di procedere con controlli in tutta Italia per verificare la messa in sicurezza e il rispetto delle norme anti-covid, in modo da tutelare la salute pubblica. In tutta Italia sono state 572 le strutture sanitarie e socio-assistenziali controllate dai Nas: le irregolarità sono state riscontrate in 141 di esse, pari al 25% degli stabili ispezionati.