Occupata Lettere e Filosofia della Sapienza: “Contro tagli, guerra e carovita blocchiamo l’università”
La facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza è stata occupata. Ad annunciarlo nel tardo pomeriggio di mercoledì 28 ottobre è l'organizzazione giovanile e studentesca ‘Cambiare Rotta', che ha pubblicato le foto degli striscioni sulla facciata della sede e ha annunciato un'assemblea alle ore 11.30 di domani, mentre venerdì 30 ottobre l'appuntamento è alle 8.30 a Piazzale Aldo Moro per lo sciopero generale.
"Lettere Sapienza occupata! Noi la guerra non la paghiamo! Contro tagli, guerra e carovita blocchiamo l'università!" è il grido degli studenti e delle studentesse che spiegano i motivi dell'occupazione. L'iniziativa segue la mobilitazione in corso da settimane da parte di giovani in varie parti d'Italia, tra cui le tende in Spagna, la rivolta francese, gli scioperi in Germania contro la leva militare, gli atenei e le scuole occupate in tutta Italia e la vittoria in Serbia. "Tutte queste mobilitazioni – spiega Cambiare Rotta – parlano la stessa lingua: la nostra generazione è in rivolta, è stanca di subire, ha alzato la testa e vuole strappare un futuro a chi non ci garantisce neanche un presente dignitoso.
La parola d'ordine dell'Unione Europea è diventata una sola: la guerra. E mentre si alzano le armi si abbassano i salari, l'unica spesa che si può fare è la spesa militare dei governi, mentre il carrello della spesa, quello nostro e delle nostre famiglie, costa il 50% in più rispetto a 5 anni fa. Da qui nasce lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base per il 30 ottobre. Lavoratori e lavoratrici – dai portuali che bloccano il traffico di armi agli agricoltori, dagli operai ai docenti – tornano in campo perché è ora di organizzarci e rispondere a chi smantella i nostri diritti, taglia su salari, sanità, formazione per promuovere il riarmo".
Per questo motivo, prosegue Cambiare Rotta, "studenti e studentesse devono fare la loro parte perché il governo Meloni e la Ministra dell’Università Bernini hanno fatto una scelta: di fronte alla crisi nessuna soluzione, solo propaganda (le menzogne della Bernini fanno scuola), manganello e decreti sicurezza per chi non ci sta e si oppone. Università e ricerca saranno sempre più definanziate, e l'unica funzione che le tiene in vita è il rispondere alle esigenze del comparto militare – dalla produzione di armi alla giustificazione ideologica della guerra – come conferma l’ultimo accordo firmato tra Ministero dell’Università e Ministero della Difesa".