Nuova mappa di Roma: da Talenti all’Africano 332 quartieri urbani, 22 rioni e 100 zone funzionali

Una rappresentazione aggiornata della città e delle comunità che la abitano, con 332 quartieri urbani, 22 rioni e 100 zone funzionali. È la nuova mappa dei Quartieri di Roma, presentata oggi, giovedì 8 luglio, in Campidoglio alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma Andrea Catarci, del coordinatore del Gruppo di lavoro scientifico Salvatore Monni e della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli.
La deliberazione sarà ora sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Capitolina. La nuova mappa è il risultato di una collaborazione tra Municipi, Università, Istat, associazioni, comitati e migliaia di cittadine e cittadini. Un lavoro che vede per la prima volta un'integrazione tra ricerca scientifica e partecipazione civica, mettendo insieme fonti storiche, urbanistiche e statistiche con le identità e le percezioni delle comunità locali attraverso un percorso di confronto e co-progettazione.
Cosa cambia
Il cambiamento più evidente è la nascita dei 332 quartieri Urbani. Di questi, 142 si trovano fuori dal Grande Raccordo Anulare, a riprova del fatto che la città ormai cresce anche nelle sue aree esterne. Accanto ai quartieri, vengono introdotte 100 Zone Funzionali, aree dedicate a funzioni specifiche, come parchi, università, archeologia, grandi impianti. Si tratta di luoghi che permettono di programmare interventi mirati su territori non residenziali, ma strategici. I 22 Rioni del centro storico restano invariati, preservando la loro identità.
La nuova mappa permette di capire, per esempio, che Centocelle è il quartiere più popoloso con oltre 50mila abitanti, mentre Castellaccio ne ha appena 267. Oppure che Santa Maria di Galeria, con i suoi 28,83 kmq, è più grande di molti Municipi, mentre Bastogi misura appena 0,07 kmq. Le differenze di densità sono altrettanto significative: Furio Camillo supera i 45mila abitanti per kmq, mentre Santa Maria di Galeria ne ha meno di 40. Dati che diventano strumenti di programmazione per i singoli Municipi.
"Strumento capace di leggere le trasformazioni della città"

A commentare l'iniziativa il sindaco Gualtieri, che l'ha definita "un passo importante per conoscere meglio Roma e governarne il futuro". Si tratta uno strumento, spiega Gualteri, capace di leggere le trasformazioni di territori e comunità: "La città è profondamente cambiata negli ultimi decenni. Conoscerla meglio significa programmare meglio gli interventi". La nuova mappa di Roma, spiega Catarci, "mette a disposizione dell’amministrazione uno strumento moderno per leggere i bisogni reali dei territori e delle persone che li abitano".
Il riordino toponomastico di rioni, quartieri, suburbi e zone dell’Agro Romano infatti risale al 1961, mentre l’ultima suddivisione del territorio in Zone Urbanistiche, adottata durante l’amministrazione Argan, è del 1977. In oltre mezzo secolo Roma ha conosciuto profonde trasformazioni demografiche, sociali ed economiche". "Il risultato di questo lavoro – spiega Monni – è uno strumento che restituisce una rappresentazione più fedele della Roma di oggi e che aiuterà a conoscere meglio la città e a programmare con maggiore efficacia servizi e politiche pubbliche".