Muore dopo una liposuzione a Roma, chiuse le indagini sul chirurgo Josè Lizarraga e l’anestesista

La Procura della Repubblica di Roma ha chiuso le indagini per omicidio colposo nei confronti del medico chirurgo Josè Lizarraga Picciotti e dell'anestesista Paolo Colcerasa. Come riporta Il Corriere della Sera, rischiano il processo per la morte di una donna di quarantasei anni, dopo una liposuzione fatta nello studio di via Francesco Roncati a Primavalle. Dall'inchiesta fatta dagli agenti della Polizia di Stato e coordinata dal pubblico ministero Andrea D'Angeli, è emerso come l'ambulatorio fosse illegale, il defibrillatore assente.
La paziente prima dell'intervento non sarebbe stata sottoposta, come da prassi, alla visita anestesiologica. Ci sarebbero stati inoltre ritardi nel trasporto in ospedale. Un quadro che ha contribuito al decesso di Ana Sergia Alcivar Chenche, una cittadina peruviana, che aveva scelto Lizarraga per sottoporsi alla delicata operazione. A portare alla morte della paziente sarebbero stati una serie di errori, omissioni e negligenze.
Morta dopo una liposuzione
Ana Sergia, quarantase anni, si è sottoposta a un intervento di liposuzione nello studio del chirurgo Lizarraga a Primavalle. La paziente però ha avuto delle complicazioni e si è sentita male. Dagli accertamenti successivi è venuto alla luce che lo studio non aveva le autorizzazioni necessarie a svolgere quel tipo d'interventi. Un altro aspetto rilevante della vicenda è che ci sarebbero stati dei ritardi nei soccorsi. La donna poi è deceduta al Policlinico Umberto I, dov'è arrivata in condizioni disperate.
Lizarraga già condannato a cinque mesi per lesioni su una paziente
Non è la prima volta che Lizarraga è coinvolto in vicende giudiziarie. A settembre del 2025 è stato condannato dal Tribunale di Brescia a cinque mesi per lesioni colpose su una paziente operata sempre per liposuzione. Una quarantaseienne albanese più di quindici anni fa ha effettuato una liposuzione a Roma. Intervistata da Fanpage.it ha detto: "Ho cominciato a colare sangue dai buchi, ho rischiato di morire". Le conseguenze sono state dolori ovunque e febbre molto alta. La donna sarebbe stata accompagnata all'ospedale San Filippo Neri solo alcuni giorni dopo, in condizioni disperate, ma fortunatamente si è salvata.