Municipio del Pd ospita evento dell’associazione misogina contro le madri: patrocinio revocato dopo le polemiche
Un'iniziativa sulla famiglia e sul principio di bigenitorialità dove a parlare sono soltanto associazioni antifemministe con il patrocinio del XIII Municipio e la partecipazione dell'assessora alle Politiche Sociali, Sanitarie e Pari Opportunità. Almeno fino a questa mattina quando, dopo le polemiche, è stato revocato il patrocinio.
Non è un incubo dei tempi moderni, ma si tratta dell'evento organizzato per il prossimo 22 settembre nel municipio Aurelio per cui il municipio, a giunta Pd, ha concesso il proprio patrocinio. Oltre ad esso, a prendere parte all'evento, anche la prima università di Roma, con la collaborazione del Progetto di Terza Missione Sapienza PaSep.
La revoca del patrocinio in calcio d'angolo
Per cercare di fare chiarezza, Fanpage.it ha contattato la presidente di Municipio, Sabrina Giuseppetti. "Il patrocinio è stato revocato questa mattina, c'è stato un problema formale con l'associazione che l'ufficio redazione web aveva già segnalato", ha spiegato. L'evento si terrà comunque, senza patrocinio, nella sala del consiglio di Municipio: a chiedere la disponibilità degli spazi un consigliere municipale.
Oltre al patrocinio, però, dal municipio viene lamentato un'altra falla nel sistema: la Commissione Pari Opportunità del Municipio XIII non sarebbe stata "minimamente coinvolta nella scelta" di ospitare un evento del genere. Anzi, la commissione sarebbe rimasta "del tutto all'oscuro della decisione di ospitare e patrocinare l'evento fino alla giornata di ieri, confermando la propria identità e le proprie priorità, proseguirà con determinazione nelle sue battaglie fondamentali a tutela dei diritti e della parità, prendendo con fermezza le distanze da narrazioni e impostazioni che ne sviliscono l'intento e il valore", come ha fatto sapere in una nota, condannando la decisione e dissociandosi completamente dall'iniziativa.
La protesta della consigliera di municipio Urru: "Le istituzioni non devono avere paura della parola patriarcato"
A rendere nota la loro partecipazione all'evento che porta il patrocinio gratuito del XIII Municipio amministrato dal Partito democratico è stata la consigliera di municipio Maristella Urru di Aurelio in Comune. "Le loro sono posizioni pubbliche e documentate sulle quali è legittimo discutere, ma è altrettanto legittimo chiedere perché un’istituzione governata dal Partito Democratico scelga di offrire loro una cornice senza garantire un reale contraddittorio. Nel programma non compaiono centri antiviolenza né una presenza riconoscibile del movimento femminista. E mentre l’assessora partecipa ufficialmente, dalla presidente della Commissione Pari Opportunità e capogruppo del Partito Democratico non risulta finora una presa di posizione pubblica sull’iniziativa", dichiara la consigliera a Fanpage.it.
"Le istituzioni non devono avere paura della parola patriarcato – conclude l'esponente di Aurelio in Comune e Europa Verde – né lasciare sole le donne che ogni giorno ne affrontano le conseguenze. Le Pari Opportunità servono a rimuovere le disuguaglianze, non a riscriverle."
All'iniziativa sulla bigenitorialità del XIII Municipio di Roma manca il contraddittorio
Su 11 partecipanti, fra ospiti e moderatori, fatta eccezione per l'assessora alle Pari Opportunità del municipio Arianna Quarta (una piccola nota a margine: nel volantino ci si riferisce a lei chiamandola comunque "assessore") sono presenti soltanto tre donne. Una scena a cui, purtroppo, siamo fin troppo spesso abituate. Come se non bastasse, però, gli ospiti nel passato, anche molto recente, si sono distinti in tempi anche molto recenti per dichiarazioni misogine.
Crescere Insieme e Padri in Movimento, queste le associazioni presenti all'evento. La prima partecipa nella figura di Marino Maglietta che in un editoriale per Avvenire presentava l'affidamento condiviso, presentato con il ddl 932 accantonato dopo un intervento del Garante dell'Adolescenza e dell'Infanzia, come un modo per eliminare "un serio incentivo alla violenza".
Padri in Movimento, che ha organizzato l'iniziativa e partecipa con il referente legislativo e con il presidente, soltanto lo scorso giugno ha annunciato la sua trasformazione da associazione a partito politico e, poco dopo, ha inviato una lettera a Roberto Vannacci, cercando un'interlocuzione con lui e prima, nell'ottobre del 2025 si è schierata contro i centri antiviolenza di D.I.Re. in merito all'espulsione degli uomini fra i soci. Fra gli ospiti, oltre agli afferenti alle due associazioni, anche lo psicoterapeuta e docente di Psicologia Giuridica e di Psichiatria Forense dell'età evolutiva Giovanni Battista Camerini che, nel 2019, a proposito del Ddl 735 Pillon, affermò che gli "indirizzi di base" del disegno di legge andavano "nella giusta direzione". Insomma, ciò che emerge dalle persone invitate a parlare, è l'assenza di un contraddittorio che possa portare avanti le istanze femministe.