Non si è fatta attendere la risposta dello Stato dopo i violenti scontri della scorsa notte a Roma. Circa dieci tra coloro che hanno preso parte alla manifestazione contro il coprifuoco partita in piazza del Popolo, e poi degenerata in violenza, sarebbero stati arrestati e denunciati dalla polizia. Le forze dell'ordine, bersagliate ieri dal lancio di bottiglie, sassi e bombe carta, avrebbero anche identificato un'altra decina di persone tra coloro che hanno preso parte agli scontri.

La manifestazione contro il coprifuoco è degenerata in pochi minuti

La manifestazione di ieri sera era stata indetta nella seconda serata di coprifuoco del Lazio, all'indomani dei violenti scontri che si sono visti a Napoli. Era partita con un messaggio girato su alcuni social network, rimbalzato tra le chat di WhatsApp e Telegram: "Il tempo delle richieste è finito – si leggeva nel testo del messaggio – sappiamo che chi ci governa non ci ascolta. Abbiamo iniziato in cinquanta una settimana fa, ieri eravamo già in centinaia e stasera saremo molti di più. Contro il coprifuoco, contro leggi improvvise e incoerenti, contro la negazione del diritto al lavoro, contro il mancato sostegno… per la libertà! Non è una manifestazione di categoria, ma la protesta del popolo". Sono bastati pochi minuti per far precipitare la situazione: allo scoccare della mezzanotte i manifestanti hanno acceso alcuni fuochi di artificio e fumogeni e hanno poi attaccato le forze dell'ordine presenti in assetto antisommossa lanciando loro bottiglie, sassi e bombe carta. I manifestanti hanno piazzato alcuni cassonetti in mezzo alla strada, incendiandone altri: tanti i motorini finiti a terra nella concitazione.