Le minacce di Ferdinando e Jessica, i boss di Ostia: “Ridacci i soldi o ammazzo i tuoi figli”

"Ridammi quello che è mio e ne uscirai fuori pulito. Altrimenti avrai i soldi ma perderai i tuoi figli. Non c'è veramente più tempo". Queste le minacce di Jessica Mauti secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nel corso dell'indagine che ha portato all'arresto di sei persone a Ostia nella giornata di ieri. "Come fai a stare tranquillo così lontano da loro?", gli chiedeva ancora. La donna è fra le sei persone arrestate a Roma, dal Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia con diverse accuse a vario titolo: dal sequestro di persona a scopo di estorsione all'estorsione aggravata con uso di armi, fino alla tentata estorsione.
Torture, sequestri e minacce dopo la scomparsa di un borsone da un milione di euro
Tutto sarebbe iniziato dopo un episodio avvenuto nel 2021, quando un borsone carico di soldi e orologi di lusso dal valore di oltre un milione di euro sarebbe sparito nel nulla. A quel punto è iniziata al caccia contro le persone che avevano il compito di custodire il borsone e il contenuto, ritenute responsabili di averlo perso o di sapere più di quanto non abbiano rivelato. Una volta rintracciate, la banda, fra cui Ferdinando Cacciatore e Mauti, le avrebbero rapite, sequestrate in appartamenti e casolari dove le avrebbero sottoposte a torture terribili con armi, acqua bollente, cesoie.
Per sfuggire a queste brutalità, una delle vittime si sarebbe nascosta, rinunciando persino ad andare al lavoro pur di non essere intercettata dalla banda. A quel punto, però, le minacce sono continuate via messaggio. E, stavolta, nel mirino sono finiti i figli e i parenti più prossimi che non sono riusciti a nascondere la paura, soprattutto nei confronti di ciò che sarebbe potuto succedere ai bambini mentre il genitore cercava di far perdere le sue tracce.
Le minacce ai figli delle vittime: "Li andiamo a prendere a scuola, poi li ammazziamo"
Le minacce nei confronti delle vittime erano le più disparate. Accusandole di aver rubato ciò che apparteneva loro, la banda a più riprese ha minacciato che avrebbe ucciso i figli. A una donna, tirandole i capelli, hanno detto che sarebbero andai a scuola a prendere i suoi figli e che avrebbero ucciso la sua famiglia. Al compagno, invece, le minacce sono arrivate via messaggio in più occasioni. "I bambini sono in pericolo, sono già venuti e non hanno avuto pietà con i bambini in casa", gli aveva detto lei dopo un primo avvertimento della banda che, non trovando l'uomo a casa né al lavoro, si sarebbe rivolta agli altri parenti della coppia, mettendo in allarme anche loro.
"Non voi trova ‘na soluzione, continui a fa la vittima. Non so manco dove cazzo stai – si sente dire all'uomo in un audio attribuito dagli inquirenti a Mauti – Tanto qui i vostri cari ci stanno e sapemo pure ‘ndo stanno". Perché la banda a quel punto non avrebbe avuto più pietà per nessuno: "Nun pensa che vojo bene a tuoi fiji, vielli a tutela".
Le minacce al resto della famiglia: "Tu padre o squarcio vivo"
Ma le minacce non si fermavano ai ragazzini: "Fosse l’ultima cosa che faccio a tu’ padre ‘o squarcio vivo", diceva, annunciando lo stesso trattamento anche al resto della famiglia. L'automobile del padre è stata poi danneggiata con gomme bucate e scritte sulla carrozzeria. "Ladro, infame", si legge sullo sportello e sul cofano. La vittima, una volta sequestrata, ha inoltre raccontato che gli venivano mostrati video del padre che si recava in chiesa, probabilmente per fargli capire che era strettamente controllato.
Le torture durante i sequestri e le minacce, inoltre, sono state precedute da numerosi atti intimidatori: bombe carta fatte esplodere sulle automobili e in prossimità delle abitazione delle persone prese di mira e dei loro familiari, un incendio doloso che ha completamente distrutto un'automobile, oltre a quella già danneggiata da scritte minatorie. In totale, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, almeno quattro persone sarebbero state sequestrate, mentre un quinto tentativo sarebbe fortunatamente fallito. Per questi episodi, come anticipato, sono sei le persone arrestate: tre uomini si trovano in carcere, una donna ai domiciliari con braccialetto elettronico e altre due donne sono state raggiunte dall'obbligo di firma.