Incidente Roma–Viterbo, 31 i passaggi a livello senza barriere nel Lazio: interventi urgenti già imposti nel 2023

Continuano ad emergere retroscena preoccupanti sulla messa in sicurezza dei passaggi a livello della Roma – Viterbo, tratta ferroviaria dove lo scorso 19 marzo è avvenuto un incidente tra un bus e un treno della Cotral, fortunatamente senza vittime.
Dopo la richiesta di un finanziamento fatta 12 anni fa da Atac, la municipalizzata dei trasporti capitolini che allora gestiva la tratta ferroviaria, per la messa in sicurezza dei passaggi a livello, svanita nel nulla, ora spunta anche un documento di febbraio 2023 dell’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie del ministero dei Trasporti, che impone tempi stretti per la messa in sicurezza dei passaggi a livello della medesima tratta ferroviaria. Ma a distanza di oltre tre anni ancora non è stato fatto nulla e circa un mese e mezzo fa si è sfiorata la tragedia all'altezza di un passaggio a livello senza barriere della Roma – Viterbo.
Materiali per i passaggi a livello ammassati in un deposito: l'appalto è di due anni fa
Ad oggi l’unico dato tangibile sulla vicenda sono mucchi di sbarre e altro materiale per la messa in sicurezza dei passaggi a livello, ammassati in un deposito adiacente ad una fermata della Roma-Viterbo chissà da quanto tempo. Dai bolli sugli imballaggi si evince che è passato sicuramente più di un anno ma molto probabilmente ne sono già trascorsi due visto che il contratto d’appalto per i lavori è stato stipulato il 14 giugno 2024. Abbiamo chiesto chiarimenti sulla vicenda ad Astral, la società della Regione Lazio che da luglio 2022 gestisce l’infrastruttura ferroviaria, con Cotral, l’azienda regionale di trasporto pubblico extraurbano che ne gestisce il servizio, ma non abbiamo ottenuto chiarimenti sulla vicenda. Stessa cosa con Ansfisa e Regione Lazio che non hanno dato alcun riscontro ai numerosi quesiti del nostro giornale. Vicenda che però Fanpage è in grado di ricostruire tramite i documenti della gara d’appalto recuperati.

Tre anni dopo le segnalazioni, i lavori non sono ancora iniziati
Dopo le pressioni di Ansfisa Astral, il 17 novembre 2023, approva il progetto di fattibilità tecnica ed economica. L’allora amministratore unico dell’azienda regionale, Antonio Mallamo, nella determina sottolinea “che l’attività si rende necessaria per elevare gli standard di sicurezza ferroviaria della tratta extra-urbana della ferrovia Roma-Viterbo dove vi sono 31 passaggi a livello privi di barriere di chiusura come da richiesta dell’agenzia per la sicurezza ferroviaria Ansfisa, (con una nota del 24 febbraio 2023), che ha imposto tempi stretti per avviare e poi concludere tale attività che, pertanto, è estremamente urgente”. Tant’è che, per l’affidamento dell’appalto, l’amministratore unico determina di “autorizzare l’indagine di mercato, da attivarsi mediante pubblicazione dello specifico avviso nella home page del sito istituzionale” solo “per un periodo di almeno cinque giorni, in ragione del carattere di urgenza che riveste l’affidamento, al fine dell’individuazione di idonei operatori economici da invitare alla successiva procedura di gara”. Nel documento Astral si specificano anche le somme necessarie per l’affidamento dell’appalto: 6 milioni e 871 mila euro. Da questa determina della società in house della Regione, con un’indagine di mercato lampo, sembrava che i lavori sarebbero partiti a stretto giro, anche in relazione alle indicazioni date da Ansfisa. A quanto pare però siamo ancora fermi alla casella di partenza. Circa sette mesi dopo, nel giugno del 2024, viene finalmente affidato l’appalto a un'impresa molto nota nel campo delle costruzioni e manutenzioni di infrastrutture ferroviarie e metropolitane che si aggiudica i lavori con un ribasso dell’8,08 %. Dopo l’affidamento dell’appalto passa ancora più di un anno e mezzo di attesa, i treni continuano a viaggiare sulla Roma – Viterbo e i passaggi a livello sono ancora sotto gli standard minimi di sicurezza. Fino alla determina di Astral del 13 febbraio 2026.
Un mese prima dell’incidente tra il bus e il treno Cotral, con 5 feriti, l’Astral decide la “rimodulazione degli interventi previsti, in quanto nel corso dei lavori, si è reso necessario apportare alcune modifiche alle previsioni originarie di progetto, al fine di ottenere un miglioramento funzionale, aumentarne la sicurezza e la disponibilità di esercizio e adeguare gli impianti Pla (passaggio a livello automatico) alle più recenti prescrizioni di sicurezza emanate dall’Ansfisa”, si legge nella determina della società in house della Regione.

Viene così stabilita una variante di progetto, “con incremento del 9,60% dell’importo contrattuale”, sottolineando che la “variazione è riconducibile” ai casi contemplati in una norma del 2023 relativa a “lavori, servizi e forniture supplementari da parte del contraente originale, resi necessari e non inclusi nell’appalto iniziale” ed è inoltre riconducibile ai casi previsti da un comma specifico, della medesima legge, che si riferisce a “nuove disposizioni legislative o regolamentari o da provvedimenti sopravvenuti di autorità o enti preposti alla tutela di interessi rilevanti” quali le più recenti prescrizioni di sicurezza emanate dall’Ansfisa. Abbiamo chiesto dei chiarimenti ad Ansfisa e ad Astral in merito anche a questo aspetto ma non abbiamo ottenuto risposte. Una cosa è certa, se si lasciano passare mesi, o anni, possono sopraggiungere nuove disposizioni legislative o regolamentari, aumenti dei costi e quant’altro e il rischio variante di progetto e dietro l’angolo. Fatto sta che ad oggi i lavori di messa in sicurezza dei passaggi a livello della Roma – Viterbo non risultano ancora iniziati e la società che nel giugno 2024 ha vinto la gara d’appalto, con un ribasso dell’8,08%, ora, con la variante di progetto, ha ottenuto un incremento dell’importo contrattuale del 9,60%.
Un altro aspetto riguarda la precedente risposta di Astral data a Fanpage in merito all’inizio dei lavori per la messa in sicurezza dei passaggi a livello. L’azienda regionale lo scorso primo aprile aveva dichiarato in una nota che i lavori per mettere le barriere in tutti i passaggi a livello della linea Roma – Viterbo erano iniziati appena erano stati disponibili i finanziamenti regionali. Ma, leggendo l’ultima determina di Astral riguardante la variante di progetto, emerge che i finanziamenti regionali per i lavori da effettuare sono stati stanziati dalla Regione Lazio il 16 novembre 2023, ben due anni e mezzo fa.

Il nodo della gestione: il caso unico della Roma–Viterbo
Tutti questi ‘disguidi’, per usare un eufemismo, potrebbero anche derivare da una decisione discutibile della Regione Lazio. Nel 2019 è stato stabilito che chi gestiva le cosiddette ferrovie isolate, come la Roma – Viterbo, doveva ottenere un Cie, certificato d’idoneità all’esercizio rilasciato da Ansfisa, per gestire e far funzionare l'infrastruttura ferroviaria in sicurezza. Al tempo le ferrovie isolate del Lazio, Roma – Viterbo e Roma – Lido, erano gestite dalla municipalizzata dei trasporti capitolini Atac, che si occupava sia della infrastruttura sia del servizio. Un’azienda che si è sempre occupata di trasporti su gomma e ferro al contrario di Astral che ha sempre gestito le strade regionali. Il primo luglio 2022, c’era ancora la giunta Zingaretti, la Regione Lazio però ha deciso di affidare la gestione delle infrastrutture ferroviarie della Roma – Viterbo e della Roma – Lido proprio ad Astral, che ha dovuto ottenere alcune proroghe da parte di Ansfisa, per garantire la continuità del servizio gestito dal precedente esercente Atac, perché la società regionale è stata sprovvista del Cie fino a metà dicembre 2025. Inoltre la concessione è stata scorporata perché, mentre prima Atac gestiva l’infrastruttura e il servizio ferroviario, ora l’infrastruttura è gestita da Astral e il servizio dalla Cotral. Altro aspetto inspiegabile visto che in Italia ci sono 12 ferrovie isolate gestite tutte da un’unica azienda, unica eccezione il Lazio con la Roma – Viterbo e la Roma – Lido. Anche su questo aspetto abbiamo chiesto dei chiarimenti alla Regione ma non abbiamo ottenuto risposte.
Molte cose meriterebbero una spiegazione, anche perché si parla di sicurezza dei cittadini e, come raccontato nell’articolo precedente, l’incidente del 19 marzo è solo l’ultimo di una lunga serie avvenuti sulla tratta ferroviaria in questione. Rimangono molti punti interrogativi sulla vicenda, di sicuro però il Lazio ha il singolare primato di avere due società che gestiscono delle ferrovie isolate, un unicum in Italia.