Lazio, stangata sulle tasse: 2mila euro per cittadino, 570 in più della media italiana

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Roma tra le città più care per Imu e Tari, nel Lazio il fisco locale supera la media nazionale. Il rapporto Uil-Eures: 1,42 miliardi recuperabili dalla lotta all’evasione.

A Roma, un cittadino con uno stipendio lordo annuo di 40mila euro paga oltre 2.300 euro l’anno tra addizionali Irpef comunale e regionale, Tari, Imu, tasse automobilistiche e multe. Nel Lazio il conto del fisco locale supera i 2mila euro per abitante: 2.073 euro in media, 570 in più rispetto al dato nazionale e 308 in più rispetto al 2019. Sono i numeri che fotografa il dossier ‘La fiscalità territoriale nel Lazio' realizzato dalla Uil Lazio e dall'Eures.

L'Irpef, l'imposta sul reddito, e l'Irap, l'imposta sulle attività produttive rappresentano il 90 per cento del gettito che deriva dai tributi regionali. E il prelievo sul reddito risulta nel Lazio uno dei più alti d'Italia, soprattutto a Roma. Soltanto di addizionale Irpef i cittadini della capitale che guadagnano 40mila euro lordi versano 1.452 euro. E per quanto riguarda l'Irpef regionale non c'è alcuna progressività sopra i 38mila euro. Cioè chi guadagna 100mila euro paga lo stesso importo di chi ne guadagna 100mila. "Una situazione assurda perché non si può pensare di paragonare un lavoratore con 40 mila euro annui di stipendio a quello che ne guadagna 100 – 200 mila e più. Così diventa discriminazione del più debole", spiega il segretario generale della Uil Lazio, Maurizio Lago.

Tra il 2019 e il 2024, inoltre, l'importo medio dell'Irpef nel Lazio è aumentato del 21,8 per cento, passando da 879 euro a 1070 euro. Per quanto riguarda l'addizionale comunale, Roma ha l'aliquota massima dello 0,90 per cento, con esenzione per i redditi fino a 14mila euro e si posiziona al terzo posto in Italia per prelievo procapite. Sul fronte dei tributi regionali, il Lazio ha incassato 6,9 miliardi di euro: 3,76 miliardi dall'Irap, 2,38 miliardi dall'addizionale regionale Irpef e 598 milioni dal bollo auto. A livello comunale, Imu e Tari hanno generato oltre 3,2 miliardi di euro. A Roma il prelievo per l'Imu ammonta a 437 euro in media per abitante, il secondo valore più alto tra i capoluoghi italiani. La Tari, la tassa sui rifiuti, si attesta a 282 euro pro capite, quinto dato nazionale.

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A livello comunale, Imu e Tari hanno generato complessivamente oltre 3,2 miliardi di euro, rispettivamente 1,87 e 1,33 miliardi. Anche in questo caso Roma si distingue: il prelievo Imu raggiunge i 437 euro per abitante, il secondo valore più alto tra i capoluoghi italiani, mentre la Tari si attesta a 282 euro pro capite, quinto dato nazionale.

"Di fronte a un quadro fiscale che pesa in modo sproporzionato su famiglie e lavoratori, la strada obbligata diventa il contrasto netto e totale all'evasione fiscale e l'efficientamento della riscossione", è la proposta della Uil. Con una riscossione piena di IMU e TARI, infatti il gettito passerebbe da 3,2 a 4,63 miliardi di euro. Nuove risorse "che permetterebbero di ridurre in modo significativo le addizionali IRPEF regionali e comunali senza scalfire i servizi primari che, al contrario, necessitano di un forte potenziamento ed implementazione".

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Secondo Silvia Scozzese, assessora al Bilancio della giunta Gualtieri e vicesindaca, "il grosso nodo riguarda i trasporti. Roma riceve, dal fondo nazionale, 87 euro pro-capite a fronte dei 233 euro pro-capite riconosciuti a Milano. Ci chiediamo quanto avremmo potuto fare negli ultimi vent'anni ricevendo quella differenza tra 233 e 87 euro". Secondo Scozzese, inoltre, "la capacità di riscossione della Tari, a oggi, è all'88 per cento. La Tari un po' l'abbiamo ridotta, ma non abbiamo ancora gli impianti, li stiamo realizzando, e quindi questo incide sul costo, perché portiamo i rifiuti fuori".

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