Nel Lazio fino a 3mila euro per congelare ovuli e spermatozoi: chi può chiedere il contributo e come funzionerà
Fino a 3mila euro per congelare gli ovociti e mille per la crioconservazione del liquido seminale, con un fondo regionale da 300mila euro per il 2027. Così la Regione Lazio aiuterà economicamente donne e uomini tra i 18 e i 40 anni che rischiano di perdere o vedere ridotta la propria fertilità a causa di patologie non oncologiche. La misura è contenuta in un emendamento alla variazione di bilancio approvato nella serata di giovedì 17 settembre in Consiglio Regionale. "Questa misura è una risposta concreta ai bisogni di tutte quelle donne e quelle coppie in condizioni di fragilità che vogliono garantirsi la possibilità di diventare genitori ma che spesso non hanno la possibilità economica di affrontare i costi elevati del percorso di crioconservazione e della Procreazione Medicalmente Assistita", ha commentato la consigliera del Partito Democratico Eleonora Mattia, che ha presentato l'emendamento poi modificato per estendere il sostegno anche alla prevenzione dell’infertilità maschile.
Chi potrà ricevere il contributo per congelare ovociti e seme
La misura non introduce un contributo generalizzato per chiunque voglia rinviare una gravidanza. Il testo approvato delimita la platea ai residenti nel Lazio da almeno un anno, di età compresa tra 18 e 40 anni, che abbiano una patologia non oncologica documentata capace di compromettere la fertilità.
Tra le condizioni indicate espressamente ci sono endometriosi, patologie ovariche o testicolari a carattere evolutivo e altre situazioni cliniche o biologiche che comportino un rischio grave e documentato di riduzione della riserva di ovuli o dell'attività spermatica. Per i pazienti oncologici resta invece ferma l’esenzione totale già prevista.
"Un grande risultato per il diritto ad un accesso equo alla sanità pubblica, per l’emancipazione delle donne, per il contrasto della denatalità e per la politica, che ha dimostrato come si può dialogare e convergere su un obiettivo comune per il bene collettivo", aggiunge la consigliera dem.
Fino a 3mila euro per gli ovociti e mille per il liquido seminale
Il contributo potrà essere ottenuto una sola volta nella vita. Il tetto massimo sarà di 3mila euro per la crioconservazione pianificata degli ovociti e di mille euro per quella del liquido seminale. Le spese affrontate nelle strutture sanitarie dovranno essere documentate e il contributo sarà riconosciuto sulla base dei costi sostenuti. Restano escluse le spese per i farmaci.
Il 2027 sarà il primo anno di sperimentazione, con uno stanziamento complessivo di 300mila euro. Questo periodo di osservazione permetterà anche di quantificare al meglio la domanda e aggiustare il tiro sulle risorse da stanziare negli anni successivi. Per il futuro la copertura dovrà essere definita attraverso le successive leggi di bilancio regionali.
Le strutture individuate per il social freezing
Prima che il contributo diventi operativo servirà un ulteriore passaggio. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale dovrà stabilire come presentare le domande, come verranno erogati i fondi e quali documenti saranno necessari per rendicontare le spese.
Il testo approvato individua anche due strutture di riferimento: la banca del seme del Policlinico Umberto I per la crioconservazione del liquido seminale e la banca degli ovociti dell’ospedale Sandro Pertini. La Regione potrà inoltre valutare di aumentare il fondo utilizzando risorse statali legate al Piano nazionale della famiglia e, in particolare, agli stanziamenti destinati al contrasto della denatalità. "Ora il prossimo passo è rendere questa misura strutturale – ha concluso Mattia -, anche con la calendarizzazione e approvazione della proposta di legge ‘salva-nascite’' volta a prevenire l’infertilità e a preservare la fertilità".