Perché è stato aggredito Davide Iacopini a Roma: l’ipotesi della challenge social

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Davide Iacopini
Gli investigatori indagano sull’ipotesi di una challenge social dietro l’aggressione a Davide Iacopini, ancora ricoverato in gravi condizioni al San Camillo di Roma. Ma è una pista da verificare.

Per ora non c'è alcuna conferma, ma è una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori: Davide Iacopini potrebbe essere stato aggredito a Roma a causa di una challenge sui social. Un gioco terribile, forse, in cui la violenza era parte della prova da superare. Al momento, però, si tratta soltanto di una pista seguita dagli inquirenti, ancora tutta da verificare. Sicuramente, spiegano gli investigatori, "erano a caccia di vittime". Nel frattempo aumentano le vittime della stessa minicar degli aggressori dell'attore di Suburra: ieri una donna è stata spinta mentre era in sella alla sua bicicletta.

Davide Iacopini ricoverato in terapia intensiva al San Camillo

Iacopini, 42 anni, è tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Camillo di Roma, in sedazione e con prognosi riservata. Le sue condizioni, ha informato ieri l'azienda sanitaria, sono stabili, ma nella caduta contro un'auto parcheggiata ha riportato una grave frattura cranica. "Al momento il decorso postoperatorio è regolare, è ancora sedato e sottoposto a supporto intensivo. La prognosi è strettamente riservata", si legge nell'ultimo bollettino rilasciato dai medici.

L'aggressione con la minicar nera e gli altri episodi a Monteverde

L'aggressione si è verificata il 5 ottobre in via Barrili, nel quartiere Monteverde Vecchio, a Roma: mentre era su un monopattino, l'attore è stato colpito con un calcio sferrato da un giovane a bordo di una minicar nera elettrica. Con ogni probabilità, a bordo c'erano due ragazzini minorenni, autori di altre aggressioni simili avvenute nella stessa zona. Sarebbero cinque i casi simili finiti nel mirino degli investigatori. È possibile, inoltre, che i giovani vivano proprio in quel quadrante di Roma e che il loro obiettivo sia quello di cercare persone da colpire a caso. Per un gioco social o addirittura senza apparente motivo. In altre parole, una sorta di ronda in cerca di persone in bicicletta o sui monopattini.

Una donna, rimasta vittima di un'aggressione in via di San Pancrazio, molto simile a quella subita da Iacopini, ha raccontato: "Ero in bicicletta e sono stata spinta dal passeggero di una minicar di colore nero, che si è data poi alla fuga".

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