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L’Audace Boxe rischia chiusura: finisce all’asta il ring su cui hanno combattuto Alì e Benvenuti

A causa dell’emergenza Covid i conti sono in rosso e lo storico ring dell’Audace Boxe di Roma, su cui hanno combattuto, tra gli altri, Mohammad Ali e Nino Bevenuti, potrebbe essere presto messo all’asta per cercare di coprire le spese. Ai microfoni di Fanpage.it il gestore della palestra romana.
A cura di Enrico Tata
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L'Audace Boxe è una storica palestra del centro storico di Roma fondata nel 1901. Su quel ring hanno combattuto, tra gli altri, Mohammad Ali e Nino Benvenuti e hanno incrociato i guantoni gli atleti che partecipavano all'olimpiade di Roma 1960 (gli incontri si tenevano al PalaEur, ma il ring era quello dell'Audace). A causa dell'emergenza Covid i conti sono in rosso e quello storico campo di battaglie sportive potrebbe essere presto messo all'asta per cercare di coprire le spese. Forse prima i gestori della palestra tenteranno una raccolta fondi tra iscritti e appassionati.

"Costretti a vendere il ring all'asta per mandare avanti la palestra"

"Noi siamo la palestra più antica di Roma e questo ring per noi è un vanto. Per noi e per l'intero movimento pugilistico. Ormai stiamo vacillando da molto tempo: sappiamo tutti delle chiusure per il Covid. Questo però ci ha messo in grande crisi e i nostri debiti sono ancora aumentati. Ci vediamo forse costretti a fare un gesto clamoroso: vendere il ring a un'asta per cercare di mandare avanti la palestra", ha spiegato ai microfoni di Fanpage.it Gabriele Venturini.

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"Siamo stati abbandonati, siamo ancora chiusi e questo non aiuta. I ragazzi sono totalmente disorientati e molti di loro, purtroppo, si sono chiusi in sé stessi. I ragazzi non hanno più punti di riferimento, non riescono più a scaricare l'emotività, anche la rabbia stessa. Perché in palestra si viene anche per scaricarsi. La disciplina sportiva insegna un autocontrollo, dà dei principi, dà dei valori. Lo sport, comunque sia, è anche una scuola di vita", ha proseguito Venturini.

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