25 Giugno 2021
13:25

La protesta dei residenti di Piazza Verdi contro i lavori all’ex Zecca dello Stato: “Uno scempio”

Nel palazzo dell’ex Zecca dello Stato sono in corso i lavori finanziati da Cassa Depositi e Prestiti per realizzare due nuovi piani per gli uffici di Enel. L’opera ha scatenato le proteste dei residenti, che ieri si sono uniti in un sit-in in Piazza Verdi al fine di bloccare lo “stravolgimento di un edificio liberty vincolato e di pregio nazionale”.
A cura di Paola Palazzo
I lavori all’ex Zecca dello Stato di Piazza Verdi. Foto da Google maps
I lavori all’ex Zecca dello Stato di Piazza Verdi. Foto da Google maps

È scesa in protesta l'associazione ‘Proteggiamo piazza Verdi' contro la ristrutturazione dell'ex Zecca dello Stato. Il palazzo in stile Liberty è destinato ad ospitare i nuovi uffici di Enel, la cui realizzazione è stata finanziata da Cassa Depositi e Prestiti. "Un intervento urbanistico incomprensibile – dichiara al Corriere della Sera, Luigi Celani, presidente dell'associazione – mentre in tutte le metropoli del mondo, ma anche nelle stesse città italiane si va verso il decentramento degli uffici amministrativi, in questo caso si fa il contrario, riportandoli in centro e senza nessun piano strategico per far fronte all’impatto sui servizi che produrrà questa ‘invasione' di nuovi lavoratori". Gli interventi attualmente in corso prevedono la realizzazione di due nuovi piani che saranno occupati da 70 mila metri cubi di uffici. Ma l'opera non ha convinto i residenti della zona, che quindi ieri si sono uniti in protesta, per bloccare lo "stravolgimento di un edificio liberty vincolato e di pregio nazionale".

Italia Nostra: "Ristrutturazione edilizia per interessi speculativi"

È scesa in campo anche l'associazione ambientalista Italia Nostra che non si spiega come "la direzione generale del Mibact abbia permesso con tanta facilità di passare da un ‘restauro conservativo' quale sarebbe dovuto essere qualsiasi intervento su un palazzo storico di grande pregio come questo, a una vera e propria ‘ristrutturazione edilizia' in cui si sta cercando di recuperare tutte le cubature e sfruttare, per interessi speculativi, anche l’ultimo centimetro edificabile". E il tentativo di fare ricorso al Tar per far sospendere i lavori all'ex Poligrafico sembra impossibile  data la potenza economica rappresentata da Cassa Depositi e Prestiti. "Non possiamo certo correre il rischio di soccombere – spiegano – in un ricorso quando il ‘fermo cantiere' di Cdp supera i 100 mila euro al giorno". Intanto mercoledì scorso si è tenuto un tavolo di confronto nella sede del II Municipio, presieduto dai rappresentanti di Cdp immobiliare e l'originario Comitato di Piazza Verdi, attivo dal 2005. L'incontro è terminato con la promessa di avviare "un laboratorio di qualità urbana dove sarà verificata la fattibilità delle proposte emerse: da un piano di mobilità sostenibile al ridisegno della piazza al progetto di nuovi parcheggi".

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