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Insulti allo steward durante partita della Lazio: “È razzismo, e non ho esultato ai gol del Verona”

Il giovane Amin ai microfoni di Fanpage.it: “Non ho esultato, non è vero. Perché dovrei esultare? Non ha senso”.
A cura di Enrico Tata
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Un giovane steward in servizio davanti la Curva Nord durante la partita Lazio-Verona è stato ricoperto di insulti razzisti da alcuni ultras della Lazio.  “Ho denunciato, non ho paura dei razzisti”, ha raccontato Amin ai microfoni di Fanpage.it. Su Facebook in molti hanno dichiarato che gli inqualificabili e vergognosi insulti sono arrivati perché la vittima avrebbe esultato ai gol del Verona. In effetti Amin è un tifoso della Roma, ma questo, ovviamente, non giustifica in alcun modo le frasi a lui rivolte e in ogni caso il diretto interessato ha smentito questa circostanza nel corso dell'intervista: "Non ho esultato, non è vero. Perché dovrei esultare? Non ha senso. Sono stato lì, mi sono spostato, magari di poco, e magari poteva sembrare che esultassi. Non è così e ci sono anche dei video, delle riprese".

"Sei venuto col gommone, ti rimandiamo col gommone a casa tua", l'insulto razzista rivolto ad Amin. "Non è la prima volta che mi capitano questi episodi di razzismo. Non dovrebbe esserlo, ma purtroppo se sei nero o vieni da un altro paese è normale. Ho deciso di denunciare non solo per me, ma per tutti. Non bisogna far passare nulla, invece di andare avanti sembra di retrocedere. Siamo nel 2022, non nel 1940", ha dichiarato il ragazzo a Fanpage.it.

La Lazio ha diramato un comunicato ufficiale con cui ha preso le distanze dai responsabili dell'episodio: "Ci siamo attivati per individuare e perseguire i responsabili che, con i loro comportamenti, danneggiano gravemente l’immagine di tutto il calcio e di chi tifa con vera passione". Amin ha dichiarato di aver parlato con la società biancoceleste, che gli ha assicurato che verranno presi provvedimenti: "Se mi sento al sicuro? Si, già da prima. Perché non dovrei essere sicuro? Sono preoccupato di tornare allo stadio? No, il lavoro è lavoro, vado a lavorare e non ho paura. Come è capitato a me, poteva capitare ad altri".

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