Infortuni sul lavoro in aumento a Roma e nel Lazio, +6,7% rispetto al 2025: “Colpa anche del caldo estremo”
Aumentano gli infortuni sul lavoro a Roma e nel Lazio. A dirlo è la Cgil di Roma e Lazio, sulla base dell’elaborazione dei dati Inail aggiornati al 31 luglio. In particolare, secondo il sindacato, soltanto nel mese di luglio sono stati denunciati 3.645 infortuni, con un aumento del 6,7% rispetto al 2025, superiore di oltre due punti percentuali alla media nazionale. "Si tratta di un'accelerazione preoccupante, sulla quale non si può ignorare il ruolo del caldo estremo e degli effetti dello stress termico sulle lavoratrici e sui lavoratori", è il commento della Cgil.
Aumentano gli infortuni a Roma e nel Lazio: i settori più colpiti
Come anticipato, a rendere noto i dati è stata la Cgil di Roma e del Lazio secondo cui i primi sette mesi dell'anno il numero di denunce in tutta la regione è salito da 25.607 a 27.576, con un incremento del 7,7%, contro il +5,3% nazionale. "A crescere maggiormente sono gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano da 19.836 a 21.645, +9,1% – precisano dal sindacato – Sul fronte più drammatico, quello delle morti, nel Lazio si passa da 47 a 50 denunce con esito mortale".
I settori più colpiti secondo i dati raccolti sono quelli del comparto del trasporto e magazzinaggio, con 1.846 casi e un aumento del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, seguiti da sanità e assistenza sociale, con 1.799 denunce, +5,3%, commercio, con 1.435, +5%, e costruzioni, con 1.343, +3,6%. In forte crescita anche le attività artistiche, sportive e di intrattenimento, con la crescita del 41,4%; le attività professionali, scientifiche e tecniche; +18%, l’amministrazione pubblica e difesa, +9,8%, e i servizi di informazione e comunicazione, +8,8%. "La crescita degli infortuni sul lavoro riguarda settori molto diversi tra loro: il problema non può essere circoscritto ai soli settori tradizionalmente considerati a maggiore rischio", sottolineano ancora dal sindacato.
A Roma e nel Lazio gli infortuni crescono, l'età delle persone ferite diminuisce
Oltre alla quantità di infortuni, a preoccupare è il dato che riguarda l'età delle persone che riportano le lesioni al lavoro che sembra essere scesa drasticamente. Nei primi sette mesi del 2026, infatti, gli infortuni denunciati tra i 15 e i 34 anni hanno registrato un aumento del 9,7 %, passando da 8.124 ai 7.406 dello stesso periodo del 2025. "Cresce anche la loro incidenza sul totale degli infortuni regionali, che passa dal 28,9% al 29,5% – scrivono ancora dalla Cgil di Roma e del Lazio – Un’emergenza sulla quale non si può sottacere il ruolo dei PCTO, l’ex alternanza scuola-lavoro, che espongono studentesse e studenti al rischio di infortunio, a cui si aggiungono gli infortuni che avvengono nelle scuole, anche tra gli under 14, per la carenza di manutenzione degli edifici scolastici".
La mappa degli infortuni nella regione Lazio
Secondo il report del sindacato, inoltre, non esistono zone più o meno colpite di altre: l'aumento degli infortuni sul lavoro riguarderebbe l'intero territorio regionale. A Roma da gennaio a luglio 2026 le denunce passano da 20.284 a 21.917, con un aumento dell'8,1%; a Viterbo da 1.112 a 1.268, crescendo del 14%; a Rieti da 676 a 728, il 7,7% in più rispetto all'anno precedente; a Latina da 2.079 a 2.194 e a Frosinone da 1.456 a 1.469, con un incremento rispettivamente del 5,5% e dello 0,9%. Anche gli infortuni mortali aumentano: a Roma salgono da 30 a 32 e a Latina da 6 a 8, mentre restano 6 a Frosinone e 4 a Viterbo.
"Auspichiamo che nessuno neghi che il forte aumento degli infortuni registrato nel mese di luglio, come già avvenuto a giugno su base annua, sia anche conseguenza del caldo estremo, che ha stremato le lavoratrici e i lavoratori – ha commentato i dati Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio – A giugno abbiamo avuto 14 giornate di rischio alto, a luglio 30: l'ordinanza anticaldo è stata uno strumento importante, ma servono nuovi interventi che non possono più avere carattere esclusivamente emergenziale per garantire sostegni al reddito a chi è costretto a interrompere l’attività lavorativa", ha poi concluso.