Strage di Pietralata, è stata Valentina Pambianco a uccidere il marito e la figlia prima di spararsi

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Dalle indagini sulla morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della figlia Bianca emerge una nuova ipotesi: a sparare sarebbe stata la madre. La Procura ha disposto una perizia chimico-balistica per ricostruire con certezza la dinamica e la sequenza degli spari.

Un elemento del tutto inaspettato è emerso dalle indagini relative alla morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della piccola Bianca, di soli cinque anni, uccisa dai genitori. A sparare non sarebbe stato il padre, bensì la madre, che dopo aver sparato al marito e alla figlia si sarebbe poi tolta la vita con un colpo di pistola. Questa, al momento, sarebbe l’ipotesi principale emersa dalle indagini. Si tratta però, bisogna specificarlo, di una ricostruzione non ancora definitiva e ancora al vaglio degli accertamenti. La Procura di Roma ha ordinato una perizia chimico-balistica per chiarire con certezza chi abbia sparato e in quale sequenza. Sarà questa perizia a stabilire definitivamente che cosa è accaduto.

I corpi nella camera da letto

I corpi sono stati trovati in posizioni diverse. Luca Abbasciano è stato trovato riverso sul pavimento vicino alla parete, con il cane che si era accoccolato, ferito, tra le sue gambe. Valentina Pambianco, invece, era sul letto accanto alla figlia Bianca. La pistola è stata trovata a terra tra i corpi. Proprio la posizione del corpo di Abbasciano e il punto in cui era stata trovata l’arma avevano fatto inizialmente pensare che a sparare fosse stato il padre, ma adesso l’ipotesi principale è che a fare fuoco sia stata invece Valentina Pambianco. Durante i rilievi sono stati trovati anche due proiettili esplosi a vuoto.

Il cane ancora vivo dopo gli spari

Nella tragedia è emerso un altro dettaglio straziante: il cane non sarebbe morto immediatamente. Nell’appartamento è stato trovato molto sangue, segno che l’animale, prima di morire, avrebbe vagato per casa, per poi accasciarsi tra le gambe del suo padrone. Valentina Pambianco avrebbe sparato anche a lui.

L'infanticidio di Bianca e il suicidio giorni prima del ritrovamento

I genitori hanno deciso di uccidere la figlia e togliersi la vita alla fine di agosto. I corpi sono stati trovati il 31, intorno all’ora di pranzo, ma è molto probabile che fossero morti già da qualche giorno. Una loro amica ha riferito di non essere più riuscita a mettersi in contatto con loro già dalla giornata di venerdì. Sicuramente, già la domenica sera erano morti.

I viaggi in Messico da 300mila euro

Luca Abbasciano e Valentina Pambianco hanno lasciato diversi biglietti in casa destinati ai parenti e agli amici più stretti. Il senso del loro messaggio, il motivo per cui hanno deciso di uccidere la figlia e poi togliersi la vita, è che da soli non ce l’avrebbero più fatta. La figlia Bianca era affetta da una grave disabilità e, per provare a migliorare le sue condizioni, erano andati anche in Messico per sottoporla a una terapia non validata dalla comunità scientifica. Per queste cure avevano speso decine di migliaia, se non centinaia di migliaia di euro. Cifre enormi che potrebbero averli messi anche in difficoltà economiche. Dopo aver provato ogni cosa, non è escluso che anche questo abbia avuto un peso nella loro decisione. La pistola era stata comprata diversi mesi fa da Luca Abbasciano, un fatto insolito visto che l’uomo non amava le armi e non le usava. Inoltre, per la Glock aveva soltanto la licenza per la detenzione. Si tratta di uno degli elementi che fanno propendere i carabinieri per la premeditazione del gesto.

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