Strage a Pietralata, è stato il padre a sparare alla moglie e alla figlia: non escluso ruolo della madre
Sono arrivati i primi risultati dell’autopsia sui corpi di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della figlia Bianca. I tre sono morti tutti con un unico colpo di pistola alla testa. Un quarto colpo è stato riservato a Teo, il cane di famiglia, anche lui trovato morto all’interno dell’abitazione.
L’esame è stato eseguito all’Istituto di Medicina Legale della Sapienza dal professor Vittorio Fineschi. Stando ai primi risultati dell’esame autoptico, a fare fuoco è stato molto probabilmente Luca Abbasciano, 42 anni, che qualche mese fa aveva comprato la pistola. Non è escluso però un ruolo attivo della madre: anche sulle dita di Valentina Pambianco sarebbero infatti state rilevate tracce di polvere da sparo, elemento che potrebbe indicare un suo coinvolgimento più diretto nella vicenda. Sembra abbastanza assodato, anche se le indagini sono ancora in corso, che il gesto sia stato condiviso dai due coniugi, che avrebbero deciso di togliere la vita alla figlia e poi di uccidersi.
La tragedia è avvenuta nell’abitazione della famiglia in via dell’Antracite, alla periferia di Roma, nel quartiere di Pietralata. I corpi sono stati trovati il 31 agosto, ma è probabile che le morti siano avvenute prima, almeno nella giornata di domenica. Non è escluso però che possano risalire anche al venerdì: un’amica di famiglia ha infatti dichiarato di essersi sentita con Valentina Pambianco fino a quel giorno e che poi un messaggio inviato venerdì non aveva mai ricevuto risposta. Potrebbe quindi essere che i due, approfittando del fatto che molte persone erano ancora in vacanza, abbiano deciso di togliersi la vita prima dell’arrivo del fine settimana.
A dare l’allarme è stato il fratello di Luca Abbasciano, che da giorni non riusciva a mettersi in contatto con lui. Spaventato, ha chiesto aiuto al 112. Quando però carabinieri e soccorritori del 118 sono arrivati sul posto e sono entrati nell’abitazione, hanno scoperto la tragedia, con i corpi di tutta la famiglia ormai senza vita. I corpi della bambina e della donna erano sul letto e sembrano essere stati composti, mentre quello dell’uomo è stato trovato a terra. Anche questo è stato uno degli elementi che ha fatto propendere per l’ipotesi che Abbasciano sia stato l’ultimo a morire.
Durante l’autopsia sono stati effettuati anche dei prelievi che serviranno per ulteriori esami medico-legali e tossicologici, i cui risultati arriveranno nelle prossime settimane. Resta ancora da chiarire quale sia stata la precisa sequenza degli spari e il ruolo avuto da entrambi i genitori. Proseguono allo stesso tempo gli accertamenti della Procura sui conti bancari della coppia. Sembra infatti che, nonostante fossero seguiti dalla Asl, dai servizi sociali e fossero ben inseriti nella comunità locale, avessero tentato con disperazione di accedere a cure alternative, come le staminali e una terapia sperimentale in Messico, costata decine di migliaia di euro. Non sembra che avessero problemi economici, ma non è escluso che ci siano aspetti della loro situazione di cui anche le persone più vicine ad Abbasciano e Pambianco non fossero a conoscenza.