Nel Lazio si torna in classe con 35 gradi: caldo afoso a settembre, scuole senza aria condizionata
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Mancano due settimane e poi la campanella tornerà a suonare, gli zaini ad affollare i corridoi, le penne a rotolare sui banchi. Mentre bambini, ragazzi, docenti e collaboratori torneranno a sudare nelle aule delle scuole del Lazio. Martedì 15 settembre è la data ultima individuata dall'ufficio scolastico regionale per la ripresa delle attività negli istituti di ogni ordine e grado. Il caldo estremo – ma sempre più ordinario – che ha colpito tutto il Mediterraneo quest'estate continuerà ancora per un po' (si prospettano temperature intorno ai 35 gradi a Roma) e, con gli edifici scolastici privi di sistemi di raffrescamento, potrebbero riproporsi i problemi verificatisi durante gli esami di maturità, quando in tutta Italia si sono registrati diversi casi di svenimento per le alte temperature delle aule. Al momento, però, non sono previsti interventi straordinari per fronteggiare il caldo torrido che si pronostica e i sindacati esprimono le loro preoccupazioni.
I sindacati chiedono interventi per il caldo nelle scuole
Negli scorsi giorni la Cisl Lazio e la Cisl Scuola Lazio hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione, Francesco Rocca, per fronteggiare il problema che si prospetta fra due settimane. Il Lazio ha, infatti, un record negativo in Italia con solo l'1,6% degli edifici scolastici dotati di impianti di climatizzazione. "Con estati sempre più calde, le aule rischiano di diventare ambienti insostenibili per studenti e personale, con ripercussioni sulla salute, sul benessere e sulla qualità dell'apprendimento", dichiara il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppetelli. La tutela della salute di studenti e personale deve essere una priorità. Investire nella qualità degli edifici scolastici significa investire nel futuro dei giovani e nel sistema educativo del Lazio."La tutela della salute di studenti e personale deve essere una priorità – aggiunge Michele Sorge, segretario generale Cisl Scuola Lazio -. Investire nella qualità degli edifici scolastici significa investire nel futuro dei giovani e nel sistema educativo del Lazio".
Anche altri sindacati hanno espresso preoccupazione in vista del ritorno in classe. Come l'Unione Sindacale di Base che ha lanciato la campagna ‘Ritorno a scuola col bollino rosso' per raccogliere segnalazioni di scuole che riaprono senza le garanzie di sicurezza legate al caldo. Secondo il sindacato, infatti, "il dirigente scolastico deve inserire nel Documento Valutazione Rischio la valutazione del rischio microclima. Chi non lo fa è sanzionabile. Se il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione esprime parere motivato, il dirigente può sospendere il servizio per causa di forza maggiore. Lo strumento c'è. Va usato". Dalla Cgil di Roma e Lazio arriva poi la richiesta di prorogare oltre il 15 settembre ed estendere a tutti i settori finora esclusi l'ordinanza Piano Anti Caldo con cui è stato vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole. "Regione Lazio e Comune di Roma riaprano subito il tavolo con le organizzazioni sindacali e facciano pressione al Governo per costruire un sistema permanente di prevenzione e tutela dal rischio caldo", scrivono dal sindacato.
Il nodo dell'aria condizionata nelle scuole
Dopo un'estate contrassegnata dal rosso dei bollini sanitari e che si prospetta lunga fino a invadere l'autunno, si potrebbe riprendere in mano il Piano Caldo annunciato dal Campidoglio all'inizio di luglio. In quell'occasione l'obbiettivo fissato era aumentare la presenza di sistemi di raffrescamento nelle scuole pubbliche, a partire da quelle dell'infanzia e dagli asili nido, che rimangono aperti anche nei mesi di giugno e luglio. Mentre nel Piano ‘Scuole Verdi', presentato qualche giorno prima, sono stati inseriti 6 milioni di euro per installare l'aria condizionata in tutte le scuole da 0 a 6 anni entro il 2027. A livello nazionale, invece, il governo Meloni ha stanziato 360 milioni di euro provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione per una serie di interventi per la messa in sicurezza, l'adeguamento antincendio e l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole. Ci sono poi gli oltre 12 miliardi di euro all'edilizia scolastica previsti dal Pnrr, e altri 429 milioni messi a disposizione in precedenza per antincendio e messa in sicurezza. Non è chiaro se fra gli interventi finanziati con questi soldi vedremo anche efficientamento energetico o impianti di raffrescamento.
E spostare l'inizio delle lezioni?
Giusto programmare investimenti a lungo termine e giusto iniziare dai più piccoli e più vulnerabili, ma cosa fare nell'immediato anche per scuole elementari, medie e superiori? A luglio, per la newsletter di Fanpage.it La Nostra Scuola, il presidente nazionale di Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori), Marcello Pacifico, aveva proposto, "se non si può intervenire direttamente sugli edifici, che sono vecchi di 50 o 60 anni", di "pensare a un calendario scolastico più flessibile" con lezioni che riprendono alla fine di settembre. Il tutto "giocando all'interno dell'orario di flessibilità del curriculum e più ore magari settimanali".
Il calendario scolastico del Lazio, però, non garantisce molta flessibilità in questo senso e se "le singole istituzioni scolastiche, nella propria autonomia, avranno la possibilità di effettuare degli adattamenti al calendario regionale", l'apertura deve arrivare "entro e non oltre il 15 settembre e la chiusura l’8 giugno". Altrettanto giusto, nella ricerca di una soluzione, è tenere conto delle esigenze dei genitori. Con attività alternative o baby sitting che diventano sempre più un lusso, non è facile incastrare lavoro e cura dei figli senza l'aiuto della scuola. Ma a scuola non si può rischiare la salute per il caldo estremo.