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Gambizzato il titolare di una sala scommesse di Velletri: è il cugino del boss Elvis Demce al 41 bis

Gambizzato a Velletri il cugino di Elvis Demce, narcotrafficante al 41 bis prima rampollo di Fabrizio ‘Diabolik’ Piscitelli. Indagini dei carabinieri sul movente dell’aggressione.
A cura di Roberto Abela
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Elvis Demce
Elvis Demce

È il cugino del boss del narcotraffico Elvis Demce l'uomo gambizzato con tre colpi di pistola a Velletri, nella città metropolitana di Roma, la sera di martedì 21 aprile. A.H., 40 anni, con precedenti di polizia e titolare di una sala scommesse del posto. L'aggressione era avvenuta intorno alle 21 in via Mariano Colagrossi, non lontano dal centro cittadino. A quell'ora l'uomo aveva parcheggiato l'auto e si stava dirigendo verso casa, quando è stato raggiunto da tre colpi di pistola, uno dei quali lo ha ferito a una gamba. Trasportato in codice rosso al Policlinico Tor Vergata, non sarebbe in pericolo di vita.

L'imprenditore gambizzato cugino del boss

Elvis Demce era uno dei principali luogotenenti della cosiddetta batteria di Ponte Milvio, il gruppo criminale che faceva capo a Fabrizio Diabolik Piscitelli: considerato un suo papabile successore nella gestione del narcotraffico a Roma nord, il boss di origine albanese si era preso lo spaccio nella zona dei Castelli Romani, con base proprio a Velletri. Attualmente è in carcere dove sta scontando una condanna definitiva a 15 anni e 4 mesi per traffico di stupefacenti, al regime di 41 bis per aver continuato a dare ordini ai suoi nonostante la detenzione.

Le indagini dei carabinieri di Velletri

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri della compagnia di Velletri sull'aggressione. Da un primo sopralluogo nel punto in cui il 40enne è stato ferito, l'unico elemento attualmente rinvenuto è l'ogiva di un proiettile, finita sulla carrozzeria di una macchina parcheggiata, mentre si continua a cercare qualsiasi altra traccia utile all'identificazione di chi ha esploso i colpi d'arma da fuoco.

Oltre alla dinamica esatta dei fatti, gli investigatori puntano a ricostruire anche il movente alla base dell'agguato: al momento, non esisterebbero collegamenti tra la gambizzazione e la parentela con il narcos. Ma i militari considerano poco plausibile anche l'ipotesi di una rapina finita male, anche se non si esclude nessuna pista. L'agguato potrebbe essere scattato per altri motivi, forse legati a una vendetta personale o alla sala scommesse gestita dalla vittima.

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