Commissione Orlandi Gregori, cambia il Presidente. Pietro: “Peccato, mancano pochi mesi alla relazione finale”

La commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori cambia presidente: dal senatore Andrea De Priamo il ruolo passa al deputato Fabio Roscani, anche lui, come il suo predecessore, di Fratelli d'Italia. Il cambio si è reso necessario dopo che De Priamo ha preso il posto di presidente nella commissione Affari costituzionali del Senato lasciata vacante da Alberto Balboni, a sua volta divenuto neo sottosegretario alla Giustizia.
Una decisione che ha stupito molti, vista l'imminente conclusione dei lavori della Commissione. "Le dimissioni non sono state una sua scelta", è il commento di Pietro Orlandi su questa staffetta arrivata a metà 2026.
Cambio di presidenza in commissione Orlandi Gregori, il commento di Pietro
Il cambio di presidenza è stato formalmente reso noto martedì scorso, mentre il nome di Fabio Roscani, ex presidente di Gioventù Nazionale, è emerso nella giornata di ieri. Una volta appreso queste novità, non ha tardato ad arrivare il commento di Pietro Orlandi. "Le dimissioni non sono state una sua scelta – ha commentato Pietro Orlandi – Sicuramente avrebbe voluto portare a termine l'incarico di Presidente in questa commissione, considerando che mancano pochi mesi alla presentazione della relazione finale".
Nonostante il cambio di ruolo, De Priamo ha già fatto sapere che resterà attivo in commissione, come commissario. "A questo punto avrebbero potuto permettergli di mantenere per questi ultimi mesi questo incarico e occuparsi allo stesso tempo dell'altro visto che comunque seguirà entrambe le commissioni", ha poi concluso Pietro Orlandi, commentando la notizia sui social.
De Priamo sulla commissione Orlandi Gregori: "Rassegnato le dimissioni"
A comunicare le sue dimissioni da Presidente è stato lo stesso senatore De Priamo con una lunga nota condivisa mezzo social. "Ho ufficializzato e rassegnato le mie dimissioni da Presidente pur continuando a farne parte in qualità di membro. Io credo che un parlamentare sia innanzitutto un servitore delle istituzioni e quando le istituzioni chiamano bisogna rispondere – ha esordito – come è noto, avendo assunto un altro ruolo e ritenendo al di là della formalità che pure lo consentirebbe inappropriato e incoerente con il corretto funzionamento delle attività parlamentari, il cumulo di due presidenze così importanti e prestigiose, pur con dispiacere mi accingo a concludere l'incarico di presidente della Commissione".
Il bilancio della Commissione Gregori-Orlandi
Nel corso della riunione in cui ha comunicato le dimissioni formalmente anche a tutti gli altri membri, è stato tracciato un bilancio dell'attività svolta. "Ho avuto l'onore di presiedere ben 93 sedute plenarie di cui 89 dedicate alle audizioni, più 77 riunioni dell'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi. Sono stati auditi ben 122 soggetti in sede plenaria, di cui 10 ascoltati più di una volta ed è stata creata la documentazione composta da circa 150.400 pagine di cui 142.400 relative ai documenti e circa 8.000 costituite da resoconti stenografici a cui si aggiungono i carteggi fra Stato italiano e Santa Sede a partire dal 3-5 luglio 1983″, ha spiegato De Priamo nel corso del suo intervento. Fra le ultime audizioni anche quella di Marco Fassoni Accetti, molto discussa.
Il suo operato si è concluso anche con la stesura della prima relazione, in cui anche la commissione ha definitivamente escluso la pista della cosiddetta tratta delle bianche. "Ho cercato sempre di tenere fede alle parole che ho pronunciato nel giorno dell'elezione ossia che mi sarei impegnato a portare avanti questa inchiesta senza preclusioni, nel segno di una responsabilità istituzionale, di umiltà, rigore e determinazione dando pari dignità alle due vicende, senza tralasciare nulla e senza prediligere nessuna tesi né inseguire nessun teorema precostituito".