Che fine fa il palazzo pericolante dell’Aurelio a 2 anni dall’evacuazione: “Necessario demolire e ricostruire”
Sono trascorsi quasi due anni da quando le persone che vivevano nel palazzo in Largo Gregorio XIII, fra l'omonima via e via Ennio Bonifazi, nella zona fra via Boccea e via Mattia Battistini, sono state evacuate. Il palazzone, che affaccia sulla rotonda della piazza, per mesi è rimasto pericolante nel cuore di uno dei quartieri più trafficati della Capitale, nel quadrante nord ovest.
In questi anni sono pochi i passi avanti tangibili e visibili sulla struttura. L'immobile è stato acquistato da una società che si occupa di costruzioni edili, la Caldera Editore srl che, contattata da Fanpage.it, ha spiegato i prossimi passi sul palazzo.
"L'edificio è stato dichiarato inagibile per dissesto statico e rischio crollo: la demolizione e ricostruzione non è quindi una scelta discrezionale, ma una misura necessaria nell'ambito di un intervento di rigenerazione urbana", spiegano dall'azienda.
Demolizione e ricostruzioni: quali sono le tempistiche per il nuovo palazzo di via Ennio Bonifazi
Difficile, però, dire quali siano le tempistiche per svolgere queste operazioni: dipendono strettamente dall'iter autorizzativo per il rilascio del permesso di costruire. Come precisato dalla società, l'istanza di permesso di Costruire per demolizione e ricostruzione presentata a Roma Capitale si troverebbe attualmente in fase istruttoria.
"L'avvio dei lavori è subordinato al rilascio del titolo e alle successive fasi autorizzative previste dalla normativa; la proprietà sta collaborando con gli uffici comunali per accelerare l'iter nei limiti consentiti dalle procedure", precisano dalla società che ha acquistato la struttura.
Il progetto: un nuovo palazzo da sei piani ultramoderno
Mentre si resta in attesa di ricevere le autorizzazioni dal Comune, il progetto è già stato ideato. Il nuovo palazzo dovrebbe contare circa sei piani, come mostra quello nel rendering in apertura di articolo: per la realizzazione sarà coinvolta l’impresa Uniko S.p.A. Società Benefit, società del gruppo, "in qualità di general contractor, con consolidata esperienza in interventi analoghi".
Ampie finestre e balconi spaziosi, in un edificio che si presenta dal design ultramoderno: "Il progetto prevede un nuovo edificio interamente residenziale, antisismico e ad alta efficienza energetica, senza combustibili fossili e con produzione energetica propria, mantenendo lo stesso ingombro urbano dell'attuale fabbricato", spiegano ancora a Fanpage.it.
Che fine fanno i residenti del palazzo
Mentre si attende che partano i lavori, però, gli ex proprietari sono stati costretti ad abbandonare la propria casa organizzandosi in maniera autonoma. L'ordinanza di sgombero della struttura è stata emessa poco meno di due anni fa. A seguito di quest'ultima, sono poi scattati i lavori di messa in sicurezza e soltanto l'anno dopo l'immobile è stato venduto alla società a cui ora spetta il compito di riqualificarlo.
"Agli ex proprietari dell'immobile è stata infine concessa la possibilità di acquistare i nuovi appartamenti a condizioni economiche favorevoli e a prezzi iper calmierati: una scelta volontaria della proprietà, per consentire a chi lo desideri di tornare ad abitare nel luogo da cui è stato costretto ad allontanarsi", fanno sapere dalla società. Alla richiesta di maggiori informazioni sui costi "iper calmierati", la società assicura: "Sono al di sotto dei costi di realizzazione". Ma le cifre esatte restano sconosciute. "Si tratta di dati riservati", spiegano. Così come sconosciuta resta, almeno per ora, la previsione sui lavori e, di conseguenza, la realizzazione del nuovo palazzo.