Casal del Marmo, nuovo agente indagato nell’inchiesta per torture nel carcere minorile

Si allarga l'inchiesta sulle presunte torture subite dai detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. Vessazioni, questa è l'ipotesi della Procura, perpetrate dagli agenti della polizia penitenziaria operanti all'interno della casa circondariale. Nell'ambito delle indagini, in queste ore è spuntata una nuova vittima, mentre un'altra guardia carceraria è stata indagata per il reato di lesioni. Sale così a undici il numero complessivo di indiziati tra gli appartenenti alle forze dell'ordine. Il giovane picchiato e umiliato sarebbe il quattordicesimo.
Dai pestaggi alla droga e ai cellulari all'interno del carcere
Calci, pugni, schiaffi, bastonate, minacce e torture con l'ausilio di forbici, chiavi inglesi e estintori. Poi ancora droga e telefonini portati all'interno del carcere. Sono solo alcuni dei fatti riportati nelle testimonianze dei quattordici ragazzi fra i quindici e i diciannove anni che, secondo l'accusa, sono stati vittime di violenze da parte degli agenti penitenziari dell'istituto, tra febbraio e novembre 2025.
Testimonianze che verranno raccolte durante l’incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero Rosaria Affinito, con l'obiettivo di cristallizzare le voci di chi sarebbe stato sottoposto ai pestaggi. Per quanto riguarda la circolazione di droghe come hashish, crack e cocaina tra le celle, insieme con i cellulari, è stato aperto un secondo filone d'inchiesta sul quale sta lavorando il pm Stefano Opilio.
Le testimonianze dei detenuti: "Erano sempre ubriachi"
Tra i giovani detenuti c'è chi ha raccontato di come gli agenti aspettassero determinati momenti per mettere in atto le sevizie, come l'assenza del comandante, o creassero un pretesto a suon di botte per trasportare qualcuno in infermeria e proseguire lì con le brutalità.
Ad un ragazzo sarebbe stato dato dell'infame per non aver voluto trasportare droga all'interno del carcere e aver denunciato i compagni di cella, che lo hanno picchiato per questo, così come lo avrebbero picchiato alcune delle guardie carcerarie indagate, non prima di averlo condotto in isolamento. Spesso i loro torturatori si presentavano ubriachi prima di scatenare la violenza su di loro, affermano le vittime.