Biglietti per il Colosseo introvabili online, le guide turistiche denunciano: “Bagarinaggio fatto con i bot”

Biglietti introvabili sul sito ufficiale, prenotazioni che si bloccano al momento dell’acquisto e disponibilità esaurite in pochi minuti. È questa la situazione denunciata dalle guide turistiche sul Colosseo, dove da circa tre mesi, da metà gennaio, acquistare un ingresso attraverso i canali ufficiali è diventato, di fatto, quasi impossibile. Un problema che costringe molti visitatori a rivolgersi a piattaforme private, dove i biglietti risultano sempre disponibili ma a prezzi più alti perché legati a servizi aggiuntivi come visite guidate e tour.
A segnalare la situazione è l’Agta, l’Associazione Guide Turistiche Abilitate, che ha deciso di rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) e all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per segnalare i problemi e chiedere verifiche sul sistema di vendita. "Abbiamo raccolto decine di testimonianze: i feedback degli stranieri amareggiati, i servizi cancellati, video delle fasi in cui si cerca di prenotare, screenshot con il tutto esaurito e così via", spiega la presidente dell'associazione, Isabella Ruggiero.
Le guide denunciano: "I grandi operatori usano bot per prendersi i biglietti"
Secondo le guide, il problema non può essere ricondotto solo agli attacchi informatici segnalati dal Parco archeologico del Colosseo. "Quelli sono episodi che provocano danni limitati nel tempo e non possono essere responsabili di un problema che perdura costantemente da tre mesi", sottolinea l'Agta.
"Esistono due canali di vendita: quello riservato agli operatori e quello aperto al pubblico. In teoria dovrebbero restare separati, ma in realtà molti operatori acquistano anche dalla piattaforma pubblica", evidenzia Ruggiero, spiegando che così viene sottratta una quota significativa di biglietti ai visitatori. Questo viene fatto per tre ragioni: prendere più biglietti della quota concessa a ogni operatore innanzitutto, ma anche per evitare di pagare la percentuale che devono versare in anticipo per i pacchetti di ticket e aggirare il divieto di vendita negli ultimi 3 giorni prima della visita.
Questa operazione di acquisto in massa di biglietti destinati ai visitatori privati viene fatto anche attraverso l'utilizzo di bot, programmi informatici automatizzati che permettono di accaparrarsi enormi quantità di biglietti in meno di un secondo. Inoltre, un secondo software si occuperebbe del "freezing" (congelamento): stock di biglietti vengono lasciati nel carrello, fase finale della vendita online, anche per giorni mentre per un normale cittadino questa operazione può durare solo pochi minuti. "In questo modo i biglietti non risultano disponibili al pubblico ma l’operatore li mantiene a disposizione fino all’ultimo, finalizzando l’acquisto solo quando ha una richiesta". Un sistema di bagarinaggio su vasta scala e con tecnologie sofisticate.
"Mancanze nell'organizzazione, serve vendita con almeno sei mesi di anticipo"
Un altro nodo riguarda il sistema di rilascio, fissato a 30 giorni prima della visita. "Andrebbe sostituito con una vendita con rilasci graduali, ad almeno sei mesi di anticipo, per adeguarsi alla programmazione dei viaggi", sostiene Ruggiero. Le guide contestano anche la spiegazione legata all’aumento della domanda: "Quando è così si arriva a un esaurimento progressivo in ore o giorni. Qui invece ci si blocca già al momento del rilascio, ogni giorno, anche in bassa stagione". Nel mirino anche il fenomeno dei ‘salta-fila' e la vendita su strada di tour, formalmente vietata ma ancora diffusa. "Se fosse stata davvero eliminata, una parte dei problemi del Colosseo sarebbe stata risolta alla base", afferma la presidente Isabella Ruggiero.
"Abbiamo avanzato da anni proposte concrete rimaste inascoltate. Tra queste l’estensione degli orari estivi e una revisione degli itinerari e delle tipologie di biglietti per velocizzare i flussi", aggiunge criticando anche l'organizzazione di accesso al monumento, che non consentirebbe una logistica adeguata all'importanza e alla fama dell'Anfiteatro Flavio.
"Attualmente il sistema penalizza visitatori, guide e tante piccole agenzie, a favore di alcuni grandi tour operator che operano in maniera scorretta – conclude Ruggiero -. Stiamo assistendo a un film già visto nel 2023. Come associazione ci chiediamo se sia stato fatto tutto il possibile per garantire agli utenti l’accesso ai biglietti. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci alle authorities e ai ministeri competenti". A tre anni dalla multa milionaria dell'Antitrust contro alcune delle aziende concessionarie per bagarinaggio online, confermata poi in Consiglio di Stato, i problemi di accesso al Colosseo non sono ancora risolti.